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L’omeopatia è una medicina che piace sempre di più alle donne. Lo conferma una ricerca fatta da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, che ha studiato appunto il rapporto tra donne e omeopatia.
Se la si prova, non si torna indietro
Il 70% delle donne intervistate ha dichiarato non solo di aver acquistato un prodotto omeopatico, ma anche di esserne rimasta molto soddisfatta. Dalla ricerca risulta che solo il 4% delle donne che si è affidata all’omeopatia non vi ricorrerebbe più.
Per combattere influenza, insonnia e allergia
“Le donne che acquistano i medicinali omeopatici” spiega Francesca Merzagora, presidente di Onda “considerati essenzialmente prodotti naturali, lo fanno principalmente per se stesse e su consiglio di una figura medica o del farmacista. I medicinali omeopatici sono percepiti come un’opportunità terapeutica nel trattamento di numerose patologie quali influenza, disturbi del sonno e allergie stagionali”. I medicinali vengono acquistati per il 60% per se stesse e per il 30% per i propri figli.
Carenza di informazioni
“Come azienda leader mondiale nella produzione di medicinali omeopatici” commenta Silvia Nencioni, presidente e amministratore delegato di Boiron Italia “questi dati ci incoraggiano a proseguire nel nostro impegno nei confronti delle donne, rispondendo sempre meglio alle loro aspettative ed esigenze. In primis c’è quella di trovare indicazioni terapeutiche e posologia sul foglietto illustrativo delle specialità omeopatiche, informazioni che, fino ad oggi, in Italia non è possibile riportare. Su questo aspetto i risultati dell’indagine parlano chiaro: ben l’83% delle donne che utilizzano medicinali omeopatici, infatti, ritiene importante avere queste informazioni per poterli usare in maniera corretta e sicura”.
In breve
IL SIMILE CURA IL SIMILE
Su che cosa si base l’omeopatia? Lo spiega bene Stefania Piloni, ginecologa ed esperta di medicine naturali: “È un metodo diagnostico e terapeutico basato sulla ‘Legge dei Simili’: una sostanza che a dose concentrata provoca alcuni sintomi potrà, a dose molto diluita, curarli. Per individuare il livello di analogia il medico compie una raccolta di dati molto dettagliata, che parte dalla classica anamnesi medica e poi si allarga per definire il temperamento del paziente, il suo grado di reattività alla patologia, la sua emotività, l’atteggiamento”.