La parotidectomia totale è l'asportazione chirurgica, in anestesia generale, della parotide, la più voluminosa delle ghiandole che producono saliva.
Una domanda di: Arianna Posso sapere come funziona una parotidectomia totale? Avrò una cicatrice o cosa? Rischi effettivi? Tempi di recupero? Post-operatorio?
Grazie.
Aldo Messina
Gentile signora,
immagino che la domanda sia appunto rivolta alla parotidectomia totale e pertanto è ad essa che farò riferimento.
Con il termine parotidectomia si intende l’asportazione chirurgica, in anestesia generale, della ghiandola parotide, la più voluminosa delle ghiandole deputate a produrre saliva. Pertanto la sua asportazione non compromette in modo evidente la produzione di saliva, poiché tale funzione sarà ben compensata dalle altre cinque ghiandole ad analoga funzione: la parotide controlaterale residua e le due sottomandibolari e sottolinguali.
Essa trova ospitalità in una propria nicchia (loggia), sistemata tra mandibola, muscolo sternocleidomastoideo (che deve il suo nome alle sue basi d’impianto su sterno-clavicola e mastoide) ed articolazione temporomandibolare ( quella che ci permette la masticazione).
In generale l’intervento è indicato quando si evidenzia in quella sede la presenza di un tumore maligno o benigno o, raramente, di una resistente calcolosi di questa ghiandola salivare (scialolitiasi).
La scelta dei punti di accesso chirurgico è condizionata sia dalla particolare, sopra esposta, posizione della ghiandola, sia dalla volontà di evitare cicatrici evidenti sul volto del paziente.
Per comprendere le modalità dell’incisione chirurgica, occorre fare riferimento al padiglione auricolare, al trago ed al lobo dell’orecchio. Il trago è quella eminenza del padiglione che delimita l’ingresso del condotto uditivo esterno.
Il taglio pertanto inizierà, in alto, poco sotto l’inizio del padiglione auricolare e, senza distanziarsi molto da questo, scende sino al trago ed, a livello del lobo del padiglione, indietreggia lievemente. Questo consente una buona conservazione estetica non moto differente da un lifting. Nel caso di neoplasie maligne occorrerà valutare la necessità di intervenire sui linfonodi laterocervicali.
Le complicanze più temibili sono rappresentate dal deficit del nervo facciale, parziale o completa, parestesia del padiglione e dalla sindrome di Frey, con conseguente sudorazione della regione parotidea durante l’assunzione di cibo. Possibili anche la fistola salivare, l’ematoma e le infezioni. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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