Test di ovulazione e concepimento

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 13/12/2017 Aggiornato il 16/06/2026

Il giorno successivo al primo test di ovulazione positivo è il migliore per concepire.

Una domanda di: Anna
Oggi ho fatto il test di ovulazione Clear blue. E mi è uscito massimo picco dell’LH quindi piena ovulazione?! E se io dovessi avere rapporti completo potrei rimanere incinta!!?? Grazie

Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Gentile Anna, non sorrida, ma l’unica prova certa di un’avvenuta ovulazione è rappresentata dall’instaurarsi di una gravidanza. Posto questo, è certo che una donna in età fertile, con cicli regolari e flussi normali, che ha rapporti sessuali frequenti ha alte probabilità di concepire. Tuttavia, le alterazioni dell’ovulazione sono alla base di circa il 25% dei casi di sterilità femminile, di conseguenza un’attenta valutazione della funzione ovulatoria è di fondamentale importanza quando si indaga per comprendere perché la gravidanza cercata non inizia. Innumerevoli sono i controlli che si possono effettuare per capire se si è in prossimità dell’ovulazione e, quindi, avere rapporti sessuali mirati: prove attendibili possono tuttavia derivare da un’attenta valutazione delle varie modificazioni di carattere clinico ed ormonale indotte dall’ovulazione stessa. L’ovulazione, infatti, è un evento che si verifica in un momento ben definito del ciclo mestruale, preceduto e seguito da numerose modificazioni di carattere funzionale e morfologico che coinvolgono l’intero sistema ormonale e di conseguenza l’ organismo nella sua totalità. Esistono diverse metodiche per fare diagnosi di ovulazione: alcuni test sono molto semplici e scarsamente invasivi (controllo delle modificazioni del muco cervicale, valutazione del picco dell’ormone luteinizzante LH sulle urine, controllo della temperatura basale) altri presentano un maggior grado di invasività e complessità e sono gravati da costi maggiori (dosaggi ormonali seriati pre e post periodo che si suppone ovulatorio, controllo ecografico della maturazione del follicolo). Non è dimostrata l’assoluta superiorità di una metodica diagnostica rispetto alle altre e nella pratica clinica è quasi sempre utile utilizzare più di un’indagine per poter rilevare con sufficiente sicurezza il verificarsi dell’ovulazione. Per arrivare al test che lei ha utilizzato, si basa sul fatto che in prossimità della ovulazione un particolare ormone, l’LH, prodotto dalla ipofisi per stimolare il follicolo a rilasciare l’ovocita (LH),  ha un picco. Il picco di LH ha una durata relativamente breve, cioè si esaurisce nell’arco di 48-52 ore dal suo inizio: l’LH, infatti, ha un’emivita breve e viene rapidamente escreto per via urinaria. Nella maggior parte dei cicli, dunque, il test è positivo in un solo giorno, occasionalmente in due consecutivi. Il periodo di maggiore fertilità si verifica nei due giorni successivi al picco di LH e il giorno successivo al primo test positivo è il più adatto ad avere un rapporto che ha buone probabilità di dare luogo al concepimento, a patto però che anche tutti gli altri fattori che concorrono al concepimento e ne permettono il verificarsi siano in perfetta armonia. Per identificare correttamente il picco ovulatorio di LH il test deve essere utilizzato a partire da un giorno basale, generalmente 2 o 3 giorni prima del picco ipotizzato in base alla lunghezza del ciclo. I kit per il dosaggio urinario dell’LH rappresentano una metodica non invasiva e facilmente disponibile che richiede un tempo di esecuzione relativamente breve. Il principale vantaggio rispetto alle altre metodiche è la possibilità di predire con maggiore esattezza il momento in cui si verificherà l’ovulazione. Con cordialità.

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