Terza gravidanza e ipotiroidismo

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/01/2018 Aggiornato il 08/01/2018

L'ipotiroidismo durante la gravidanza richiede un attento monitoraggio, grazie a cui valutare, mese dopo mese, se la dose dell'Eutirox prescritta inizialmente continua a essere adeguata o va modificata per via dell'aumento di peso.

Una domanda di: Marta
Ho 34 anni e sono alla mia terza gravidanza. Scrivo perché alla 10^ settimana mi hanno riscontrato
un ipotiroidismo con tsh 4.23 e ft4 0.78. La mia ginecologa mi ha messo in terapia con Eutirox 50. Ora che sono alla 17^ settimana ho ripetuto gli esami,
ma i valori sono aumentati con tsh 4.57 e ft4 0.95. La mia domanda è: se questi valori possono arrecare o
aver arrecato danni neurologici al feto o se il pericolo sussiste con valori più elevati.
La ringrazio per l’attenzione.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora,
la sua ginecologa ha fatto bene a prescriverle la terapia con Eutirox 50 microgrammi al giorno e suppongo le abbia raccomandato di assumerlo a digiuno (almeno mezz’ora prima di colazione).
Inoltre, è stato corretto ripetere il prelievo del TSH che, se alterato a inizio gravidanza, richiede un monitoraggio a cadenza mensile.
Dal momento che, nonostante la terapia con Eutirox, i valori del TSH sono rimasti al di sopra della soglia raccomandata in gravidanza (che, ricordiamo, è pari a 2,5 per il primo trimestre, e a 3 nel secondo e nel terzo trimestre) possiamo confermare che lei si trova ancora in una condizione di ipotiroidismo che merita di sicuro un aumento della terapia farmacologica con Eutirox (per esempio assumendo 75 microgrammi/die invece che 50 microgrammi/die, ma il dosaggio del farmaco va adeguato al peso corporeo della futura mamma, per questo nel corso della gravidanza è facile che si debba aumentare la dose progressivamente). Potrebbe essere utile anche effettuare degli esami del sangue per comprendere meglio la causa di questo ipotiroidismo (mi riferisco alla ricerca di autoanticorpi come quelli per Tireoglobulina o Tireoperossidasi) e, a discrezione della sua curante ginecologa, una visita presso il collega endocrinologo per mostrare gli esiti di questi esami di approfondimento. Quanto al suo bambino, non è per fortuna a rischio di danni neurologici con questi valori di TSH e, se riusciamo a trovare il dosaggio corretto di Eutirox in modo che il TSH rientri nei valori di normalità previsti per il suo trimestre di gravidanza, potremo anche fugare altre complicanze dell’ipotiroidismo (non sto ad elencarle tutte per non spaventarla, mi limito a dire che le complicanze sono tanto più gravi quanto più grave è l’ipotiroidismo che, nel suo caso, si può considerare come all’esordio). Spero di averla rincuorata, a disposizione se avesse ulteriori domande e/o dubbi. Cordialmente

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti