Dubbi sul vaccino trivalente in gravidanza

Dottor Antonio Clavenna A cura di Antonio Clavenna - Dottore specialista in Farmacia Pubblicato il 22/06/2020 Aggiornato il 23/07/2024

La vaccinazione contro difterite, tetano e pertosse è raccomandata a tutte le donne che aspettano un bambino, per i grandi vantaggi che comporta a fronte di zero rischi.

Una domanda di: Sara
Ho 31 anni scrivo con la mail di mio marito. Oggi, a 34+2 settimane di gravidanza, ho effettuato vaccino contro tetano difterite pertosse, come raccomandato dalle linee guida per proteggere il feto in gravidanza. Il vaccino si chiama Triaxis. Da bambina avevo già effettuato il ciclo completo di vaccino contro tetano e difterite, con richiamo a 15 anni e ulteriore richiamo a 25 anni quindi 6 anni fa, quando avevo fatto per la prima volta anche la pertosse. Non so però se il vaccino fosse il triaxis o un altra ” marca” ( scusi il termine poco corretto).
Se fosse un altro ci potrebbero essere problemi? Inoltre ho letto su internet riguardo al Triaxis che in gravidanza e in allattamento bisogna somministrarlo solo in caso di effettiva necessità… questa cosa mi ha preoccupata perché invece io pensavo fosse raccomandato a tutte le gravide.
Posso davvero stare tranquilla? In ospedale non mi hanno nemmeno chiesto se avevo già fatto il vaccino della pertosse in passato, né mi hanno richiesto
a che settimana di gravidanza fossi, me l’hanno somministrato e basta. Ho inoltre letto su Internet che ci sono pochi studi riguardo l’effetto del
Triaxis in gravidanza. Sinceramente mi sono pentita di aver fatto questo vaccino e ho paura di danni al feto, potrebbe dirmi se faccio bene a
preoccuparmi?

Antonio Clavenna
Antonio Clavenna

Gentile Sara,
il vaccino Triaxis (anti difterite-tetano-pertosse) è autorizzato e indicato per la vaccinazione delle donne in gravidanza, come anche gli altri vaccini simili che hanno un nome commerciale differente.
Gli studi disponibili sull’utilizzo in gravidanza (con numerosità complessiva elevata) non hanno osservato un aumento dei rischi per il feto o per il neonato.
Al contrario, la vaccinazione effettuata nel III trimestre di gravidanza, preferibilmente tra la 27a e la 30a settimana, protegge il neonato dalla pertosse nei primi due mesi di vita, quando il rischio di complicazioni gravi è più elevato e in un periodo in cui non può ancora essere vaccinato.
Le raccomandazioni attuali delle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali sono di effettuare il vaccino nel corso di ogni gravidanza. La protezione offerta dalla vaccinazione contro la pertosse ha, infatti, una durata relativamente breve mentre i rischi per la mamma associati a ripetere in un intervallo di breve durata la vaccinazione contro il tetano sono molto bassi.
Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti
Le notifiche push sono disabilitate in questo browser