Craniostenosi: potrebbe averla la mia bambina?

Dottor Carlo Efisio Marras A cura di Carlo Efisio Marras - Dottore specialista in Neurochirurgia Pubblicato il 06/12/2022 Aggiornato il 06/12/2022

Con le sole informazioni riportate in un'email e senza la possibilità di vedere la bambina e di sottoporla a particolari indagini è impossibile fare ipotesi diagnostiche corrette circa la presenza o meno di un'anomalia del cranio.

Una domanda di: Ylenia
Salve, mia figlia ha 10 mesi e mezzo. Da quando è nata ha sempre avuto la sutura metopica e quella sagittale “bombate” al tatto si sentono proprio questi rilievi come fossero delle creste. Il mio pediatra dice che è normale che sia così. Non convinta ho fatto visita mia figlia da un altro pediatra e mi ha detto che le suture potrebbero chiudersi visto come sono posizionate, ma che al momento non bisogna preoccuparsi visto che la testa cresce, la diagnosi quindi è che ha le ossa accavallate. Quando è nata aveva la circofenrenza della testa di 36 cm ora misura 46 cm. Il problema è che io non sono ancora convinta di queste “creste”che sento al tatto, ho paura abbia una craniostenosi. Non so come dovrei comportarmi, sono molto preoccupata, dovrei eventualmente sentire altri specialisti? Grazie mille.

Carlo Efisio Marras
Carlo Efisio Marras

Gentile Signora, la situazione che lei riferisce è stata spesso posta a Bimbisaniebelli. I genitori, che si sono rivolti alla nostra attenzione, descrivono condizioni che rientrano nella normalità o all’interno di forme lievi o normali in cui la peculiare conformazione del capo si associa ad un normale sviluppo neuromotorio e ad una circonferenza cranica adeguata all’età. La presenza di una craniostenosi non è di per sé causa di un problema neurologico o di un ritardo dello sviluppo del piccolo/a. Esistono infatti differenti forme e livelli di importanza; da lieve e moderata (in cui il problema è prevalentemente estetico) a forme più severe dove insieme alle problematiche dello sviluppo neuromotorio e cognitivo si aggiungono quelle della funzione visiva (compresa quella binoculare). Con le informazioni che ci riporta è difficile giungere ad una conclusione diagnostica ed è pertanto utile la valutazione specialistica del neurochirurgo o del chirurgo maxillofacciale esperto di problematiche pediatriche, che così vi potrà dare un parere competente ed eventualmente l’indicazione ad uno specifico studio TC rivolto verso un’appropriata diagnosi. Nei casi in cui venisse posta la diagnosi, lo specialista con il supporto del pediatra curante vi darà i consigli necessari che potranno eventualmente comprendere una soluzione chirurgica che è preferibile eseguire nei primi 12 mesi di vita. Un caro saluto.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti