Bisnonni fratelli: ci sono rischi ad avere figli?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 06/03/2023 Aggiornato il 13/03/2026

Il rischio di avere figli ammalati, per i partner che hanno un legame di parentela remoto, è pari a quello di tutte le altre coppie.

Una domanda di: Nina
Il mio bisnonno materno era fratello della bisnonna materna del mio compagno (quindi i nostri due nonni materni erano cugini di primo grado). Abbiamo quindi un grado di parentela io e lui? Che cosa saremmo? Possiamo avere figli tranquillamente?

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora, rispondo in modo affermativo: sì, lei e il suo compagno siete consanguinei. La vostra consanguità viene però definita “remota”. Con questo termine si indica che la percentuale di patrimonio genetico che voi due condividete, per via degli antenati in comune, è molto limitata, cioè molto inferiore a quella che si realizza quando si è cugini primi (figli di fratelli) o cugini terzi, (figli di cugini primi). Più la parentela è stretta maggiori sono le probabilità di generare figli con malattie ereditarie di cui si è portatori sani “per discesa” senza saperlo. Più la parentela è distante, remota appunto, minore è la probabilità. Nel vostro caso la proporzione di figli sani sarà sostanzialmente la medesima di quella delle altre coppie, cioè il 97 per cento. Infatti il rischio di un figlio con una malattia genetica o una malformazione è del 3 per cento per le coppie non consanguinee. Ovviamente, se dovesse nascere un figlio malato o portatore di malattia genetica tra i parenti che vi legano, il mio giudizio cambierebbe e sarebbe opportuna una visita dal genetista. Cordiali saluti.

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