C’è stato un tempo (e in parte c’è ancora) in cui i genitori hanno cercato in tutti i modi di spianare la strada ai propri figli, proteggendoli da ogni ipotetico pericolo e difendendoli contro tutto e tutti per evitare loro insuccessi e sofferenze. Questo tentativo di avvolgere nella bambagia le vite dei propri discendenti si è però rivelato un completo fallimento perché ha privato i bambini della possibilità di abituarsi un po’ per volta alle amarezze della vita, in modo da trasformarsi passo dopo passo in adulti consapevoli e risolutivi. Crescere iperprotetti, infatti, non fa che spostare in avanti il momento dell’impatto negativo con la dura realtà, ma più si aspetta e meno facilmente si impara ad accettare la sconfitta e a puntare sulla propria rivincita.
Per abituare il bambino ad affrontare le avversità e a superarle senza traumi, permettendogli così di imparare a costruirsi un mondo migliore, è indispensabile insegnargli fin da piccolo a reagire nel modo più adatto in tutte le situazioni che si presentano ogni giorno: oggi, domani, dopodomani… C’è un’unica parola che può accompagnare il bambino in questo suo lunghissimo percorso quotidiano di acquisizione e si chiama educazione ai valori. Ed è compito dei genitori, della mamma in particolare, aiutarlo fin da piccolo a comprendere e assimilare i concetti base dell’educazione e i valori da scoprire e condividere.
I valori da trasmettere agli adulti di domani
Ecco alcune parole chiave simbolo dei valori che è importante trasferire ai bambini, accertandosi che un po’ per volta riescano a capirne e assimilarne il reale significato, in modo da diventare cittadini consapevoli e responsabili.
Rispetto per gli altri
Ogni bambino tra i due e i sei anni attraversa la fase dell’egocentrismo infantile, un passaggio indispensabile che gli permette di prendere coscienza di se stesso e degli altri. È a questo punto che la mamma può iniziare a spiegargli che al mondo non esiste solo lui, ma anche tutti gli altri. Parte da qui, dalla prima infanzia, la formazione del concetto di rispetto tanto importante sia a livello famigliare sia a livello sociale.
Social network
Posto che ormai i social fanno parte della vita quotidiana nostra e dei nostri figli, e che non se ne può più fare a meno, ma che allo stesso tempo nascondono anche non pochi pericoli, è fondamentale che i genitori pongano fin dall’inizio dei limiti chiari al loro utilizzo (regole e tempi da rispettare), stabiliti in accordo con i diretti interessati, e soprattutto che li facciano rispettare, senza eccezioni.
Resilienza
Bisogna spiegare ai piccoli che è necessario affrontare le difficoltà quotidiane senza scoraggiarsi, che a tutto c’è rimedio ma serve perseveranza, che se qualcosa oggi è andato storto, basta un po’ di impegno in più per rimediare domani. Anche nelle fiabe, come nella vita, il principe non ottiene subito ciò che vuole, ma solo dopo lungo cammino e sfide pericolose.
Empatia
Per capire gli altri, e per rispettarli, è importante imparare a mettersi nei loro panni. È necessario spiegare ai bambini che non siamo tutti uguali, anche se abbiamo gli stessi diritti. Gli altri possono avere comportamenti diversi dai nostri ma non per questo meno validi e quindi altrettanto rispettabili. Capire le diversità coincide anche con un’altra parola chiave: solidarietà.
Ascolto e dialogo
È necessario stabilire con il bambino un rapporto di fiducia che lo invogli a parlare dei suoi problemi e a confidarsi. Tutto deve nascere in modo spontaneo, senza forzature. La mamma dovrebbe saper ascoltare senza fare troppe domande e senza dare giudizi, rendendosi semplicemente disponibile al colloquio e alla condivisione.
Gentilezza
Si tratta di un modo di comportarsi che era andato un po’ in disuso e di cui si era un po’ persa traccia di fronte all’incalzare della villania, della presunzione e del poco rispetto altrui, ma di cui oggi si sente sempre più spesso nostalgia. Un motivo in più per insegnarla ai piccoli: qualsiasi azione, domanda, affermazione, richiesta quotidiana diventa più gradita se accompagnata dal classico “per favore” o dall’uso del condizionale “Mi daresti?” anziché del drastico “Dammi!”.
Pazienza
È un’altra parolina di cui, soprattutto negli ultimi tempi, si è persa l’esistenza. Grazie alle incredibili performance di internet, ci siamo abituati ad avere tutto subito, in tempo reale. Non sappiamo più aspettare e abbiamo trasmesso questa sensazione anche ai bambini. Se nostro figlio vuole qualcosa, subito lo accontentiamo, senza neanche dargli il tempo di desiderarlo. È il caso invece di insegnargli ad aspettare: non si può avere tutto subito, ogni cosa a suo tempo. In questo modo si impara anche a gustare più a fondo ciò che si riesce a
ottenere.
Rispetto per l’ambiente
Non si tratta solo della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti (cui i bambini sono molto sensibili anche grazie all’educazione civica scolastica), ma anche dell’inquinamento dell’aria, dei fiumi, del terreno, fino al cambiamento climatico. Per far capire al bambino che la colpa di tutto questo è nostra, si può iniziare a sensibilizzarlo sull’abitudine incivile di buttare per terra i propri piccoli rifiuti: fazzoletti usati, chewing gum sputati, lattine vuote, cartacce di ogni tipo… Chi si comporta così pensa che tanto non è casa sua, invece dovrebbe capire che anche il suolo pubblico è casa sua, perché la città è di tutti noi e tutti dobbiamo contribuire a tenerla pulita e in ordine.
Buon esempio e coerenza
Non possiamo pretendere che i nostri figli si comportino bene se non ci comportiamo bene noi. Per una semplice questione di coerenza. I genitori sono il primo modello di riferimento per i bambini: se si lasciano sfuggire qualche parolaccia, non devono meravigliarsi di sentirsela ripetere con la massima naturalezza… Attenzione allora a come si parla o ci si comporta: lo spirito di imitazione dei bambini è sempre in agguato. Non potremmo mai perdonarci di essere stati per loro un cattivo esempio.