Leucemia infantile: un’eccessiva igiene può favorirla

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 17/07/2018 Aggiornato il 31/07/2018

Per la leucemia infantile, anche se non è la causa scatenante, un’eccessiva igiene può aumentare il rischio di incorrere in una sua forma. Ecco perché

Leucemia infantile: un’eccessiva igiene può favorirla

La leucemia infantile potrebbe essere prevenuta in molti casi evitando l’eccessiva igiene nel primo anno di vita. Attenzione: l’eccesso di igiene non è la causa ma senz’altro la favorisce. Lo afferma uno studio dell’Institute of Cancer Research di Londra (Gran Bretagna), secondo cui bisognerebbe promuovere il contatto del bebè con gli altri, in modo da stimolare lo sviluppo del sistema immunitario.

Colpito il midollo osseo

La ricerca ha preso in esame la leucemia infantile linfoblastica acuta, che colpisce un bimbo ogni 2000, evidenziando un legame diretto tra l’eccessiva igiene nel primo anno di vita e il rischio di malattia. Si tratta di una rara forma di tumore dalle cause ancora sconosciute, che colpisce nel midollo osseo le cellule immunitarie che proteggono dalle infezioni.

Si origina in tre fasi

I ricercatori spiegano che il tumore ha origine in tre fasi. Alla base c’è un errore nel Dna del bambino, che presumibilmente si genera durante lo sviluppo uterino, dopo subentra il ruolo dell’eccessiva protezione dai microbi nella primissima infanzia. Infine interviene un’infezione che fa da grilletto e scatena la malattia.

Più protetto chi ha fratelli

Per supportare la loro tesi sull’eccessiva igiene, gli scienziati citano il fatto che la malattia è più frequente tra i bambini delle società ricche e meno tra i piccoli che vanno al nido e hanno fratelli grandi che li espongono ai germi. Va ribadito, però, che non è l’eccessiva igiene in sé a scatenare la patologia. Il messaggio degli autori dello studio, rivolto ai genitori, è di essere meno scrupolosi e favorire il contatto sociale del bebè, in particolare con i bambini più grandi.

Ottima sopravvivenza

Negli anni le cure per la leucemia infantile linfoblastica acuta sono migliorate. Se a metà degli anni Ottanta la sopravvivenza non superava il 50- 60%, oggi dopo la prima linea di trattamento (chemioterapia) si avvicina all’80% e dopo la seconda (trapianto di cellule staminali) si sfiora il 90%, con tuttavia effetti collaterali importanti.

Nuove cure

Per questo è stata introdotta una terza strategia, quella dell’immunoterapia: anticorpi monoclonali e cellule CAR-T agiscono in maniera diversa da quelle precedenti e si sono rivelate molto efficaci nei casi di leucemia infantile che originano dai precursori dei linfociti B (85% di tutte le forme di leucemia linfoblastica acuta).

 

 

 
 
 

Da sapere

UNA FORMA PURTROPPO COMUNE NEI BAMBINI

La leucemia linfoblastica acuta è la forma più comune di tumore nei bambini e rappresenta circa un terzo di tutti i casi di cancro nei piccoli.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti