Che cosa fare per l’intolleranza al latte del neonato?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 30/09/2013 Aggiornato il 30/09/2013

Rappresenta l'unico alimento del bebè nei primi mesi di vita. Eppure, talvolta, il neonato sviluppa un’intolleranza al latte. In questi casi serve l’intervento del pediatra

Che cosa fare per l’intolleranza al latte del neonato?

È l’unico alimento di cui il neonato ha bisogno fino ai quattro-cinque mesi di vita. Eppure, talvolta, il bebè sviluppa un’intolleranza al latte. Perché succede? E, soprattutto, come comportarsi in questi casi? Ecco alcune utili indicazioni.

Non allarmarsi

Innanzitutto, è importante non allarmarsi, attribuendo ogni piccolo disturbo all’intolleranza al latte. Oggi, infatti, molti genitori e anche alcuni pediatri tendono a considerare ogni sorta di problema – dalle coliche gassose a qualunque tipo di manifestazione cutanea, persino il nervosismo e le difficoltà a dormire – come sintomi di un’intolleranza al latte o di una vera e propria allergia. E, invece, i bambini davvero allergici e intolleranti, fortunatamente, sono pochi.

I segnali da non sottovalutare

Certo, ci sono alcuni segnali da non sottovalutare. È meglio rivolgersi al pediatra se il bebè fatica sempre a digerire dopo la poppata, mostrando segni di insofferenza e magari scoppiando a piangere apparentemente senza motivo. Anche continui dolori e spasmi addominali meritano una valutazione. Altro segnale importante è lo scarso accrescimento del neonato. Se il piccolo non cresce a sufficienza in peso e in lunghezza, effettivamente, potrebbe esserci un problema di fondo.

Più spesso con il biberon

In genere, il bimbo che non tollera il latte è nutrito con il latte formulato. Difficilmente, infatti, il latte materno crea problemi. Solo se è realmente presente un’intolleranza o un’allergia l’organismo del bebè mal accetta anche il nutrimento della mamma. Il latte in formula, invece, può creare difficoltà con maggiore frequenza perché è meno digeribile di quello materno. Anche se non si tratta di vera intolleranza, dunque, può essere che il piccolo faccia fatica a digerirlo.

Le soluzioni  da adottare

Se il bambino non tollera il latte artificiale, il pediatra può consigliare di cambiare marca. Nelle situazioni più complicate può consigliare anche formule specifiche, più digeribili. Quando si è in presenza di un’intolleranza al lattosio o ad altre componenti del latte, accertata dai test allergici, il medico può prescrivere latti mirati, per esempio senza lattosio.

 

In breve

EPISODI ISOLATI NON SONO IL SINTOMO DI UN'INTOLLERENZA

Se qualche volta il piccolo non tollera il latte, non significa necessariamente che ci sia un problema di fondo. Casi sporadici di difficile digestione possono essere dovuti a fattori temporanei, come una poppata particolarmente vorace o uno stato di malessere del piccolo.  

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Contatto indiretto con carne cruda: sono a rischio Toxoplasmosi?

16/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.   »

Perdita ematica nel secondo trimestre di gravidanza: perché?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che un sanguinamento che si protrae nel secondo trimestre di gravidanza, nonostante tutto stia procedendo bene, sia in relazione con l'infezione da Candida.   »

Mal di testa in gravidanza: si possono assumere i FANS come l’OKI?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene.   »

Fai la tua domanda agli specialisti