A cura di “La Redazione”Pubblicato il 12/01/2015Aggiornato il 11/06/2015
A tre mesi il bebè inizia ad afferrare gli oggetti per portarli alla bocca. È il suo modo per scoprire il mondo che lo circonda
Iniziano i primi movimenti delle mani: il piccolo gioca con le manine e apre e chiude i pugnetti. Sa afferrare un giocattolo e tenerlo in mano per qualche secondo. È attirato soprattutto da oggetti colorati e in movimento. Inizia a esplorare il proprio corpo: è capace, per esempio, di portare il pollice alla bocca per succhiarlo, perché inizia la coordinazione tra il braccio, la mano e la bocca. Afferra anche gli oggetti per portarli alla bocca: questa parte del corpo, infatti, rappresenta per il bambino un fondamentale mezzo di esplorazione del mondo.
Fa i primi veri sorrisi
Inizia a sorridere intenzionalmente quando gli si parla. Soprattutto sorride alla mamma quando si occupa di lui, per esempio quando lo allatta, gli fa il bagnetto o lo cambia. Questo sorriso viene chiamato “sociale” perché, a differenza di quello presente nei mesi precedenti, ora è intenzionale, cioè il bambino vuole sorridere in quel determinato momento. Il sorriso quindi non è più casuale né una risposta alla soddisfazione della fame o di una sua necessità primaria. Ora il bambino risponde quando vede un volto umano e sorride più frequentemente se il volto è in movimento e se è in posizione frontale rispetto a lui.
Inizia a “dialogare”
Il bambino inizia a imitare i suoni che sente intorno a lui: compaiono i primi vocalizzi (le prime lettere pronunciate, di solito, sono la A e la P). All’inizio si tratta di suoni casuali, che poi verranno riprodotti volontariamente dal bambino. I vocalizzi aumentano in presenza di un adulto, soprattutto della mamma: il bambino già a questa età è in grado di “dialogare” perché vocalizza se l’adulto smette di parlargli.
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