Neonati: il dolore lo sentono di più

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/06/2015 Aggiornato il 15/06/2015

I neonati sarebbero più sensibili al dolore rispetto agli adulti. Hanno pertanto bisogno di cure specifiche in caso di sofferenza. Ecco perché

Neonati: il dolore lo sentono di più

Dolore? I neonati lo percepiscono prima e più intensamente rispetto agli adulti. I bambini di pochi giorni sono molto più sensibili agli stimoli dolorosi di quanto si è sempre pensato. Infatti, sebbene i medici abbiano sempre ipotizzato che le strutture cerebrali dei piccoli siano troppo immature per avvertire davvero il dolore, ora è arrivata una prima smentita. A dimostrare, dati della risonanza magnetica alla mano, questa ipotesi, uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Oxford University britannica e pubblicato ad aprile sulla rivista eLife.

Neonati e adulti a confronto

Il team di esperti d’Oltremanica ha coinvolto nella ricerca due gruppi di soggetti. Dieci adulti, di età compresa tra i 23 e i 36 anni, e dieci neonati, da uno a sei giorni di vita. Sia i neonati sia gli adulti sono stati sottoposti a degli stimoli dolorosi durante i quali il loro cervello è stato scansionato e fotografato grazie alla risonanza magnetica. Lo scopo era capire come il dolore venisse percepito nelle diverse fasce d’età.

Le aree del dolore si attivano molto presto

Dall’esperimento è emerso con evidenza che anche i neonati, nonostante non possano parlare e comunicare a parole le loro sensazioni, provano dolore, perfino quando hanno poche ore di vita all’attivo. Sentono lo stimolo doloroso come, se non addirittura più, degli adulti: 18 delle 20 aree del cervello coinvolte nel meccanismo del dolore nei soggetti adulti, infatti, si attivano anche nei neonati, nello stesso modo.

Più sensibili degli adulti

Non solo provano dolore fin da quando sono piccolissimi. Ma recepiscono gli stimoli dolorosi con maggiore velocità e sensibilità rispetto agli adulti. Infatti, i neonati avvertono in modo distinto, attivando le relative aree cerebrali, anche stimoli dolorosi più lievi. Per provocare la stessa reazione in un soggetto adulto, è necessario intensificare il dolore di circa quattro volte.

Meglio cambiare teorie?

Una nuova ipotesi, quella dei neonati che sono più sensibili al dolore, che contraddice le più diffuse tesi in materia, che vogliono i bambini piccoli come esseri incapaci di percepire davvero sensazioni dolorose. I bambini coinvolti nello studio non erano nati prematuri, erano tutti in buona salute, senza problemi neurologici o respiratori, nati da meno di una settimana dopo almeno 37 settimane di gestazione. Saranno necessari ulteriori studi per confermare l’attività cerebrale dei neonati connessa alla sensazione del dolore e per definire meglio la loro sensibilità agli stimoli dolorosi.

 

 
 
 

da breve

 

IN PASSATO NESSUNA ANESTESIA AI NEONATI

Non a caso fino alla fine degli anni ’80, per esempio, i medici non somministravano nessun rimedio contro il dolore nei bebè  di pochi giorni o settimane durante gli interventi chirurgici. E ancora oggi, purtroppo, non sempre accade.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Ricette per lo svezzamento

Vaccini per bambini

Elenco frasi auguri nascita

Elenco frasi auguri battesimo

Le domande della settimana

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti