Tacchi alti, sì ma non sempre e non in ufficio

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 15/09/2017 Aggiornato il 15/09/2017

I tacchi alti non vanno portati tutti i giorni, specie al lavoro, ma solo in determinate occasioni. Ecco perché

Tacchi alti, sì ma non sempre e non in ufficio

Tra le donne e le scarpe, o meglio i tacchi, il rapporto è spesso molto particolare. C’è chi vive a raso terra, chi ai tacchi alti non rinuncia mai e poi mai e chi li usa solo in casi eccezionali. Di tacchi alti si sono occupati di recente anche i ricercatori dell’Università di Aberdeen in Gran Bretagna che hanno esaminato una serie di studi in materia per concludere che esiste una relazione diretta tra i tacchi alti e il rischio di soffrire di alluce valgo, di avere dolore, anche di una certa entità, ai piedi e di incorrere in traumi più o meno gravi. Non ci sarebbe invece nessun rapporto tra l’uso dei tacchi alti e la comparsa dell’osteoartrite.

Al lavoro meglio di no

Secondo i ricercatori inglesi occorre analizzare più a fondo il problema, ma soprattutto fare di più per impedire alle donne di indossare i tacchi alti sul posto di lavoro.  Sembra un tema curioso e marginale, ma in Gran Bretagna qualche tempo fa era stata persino avanzata la richiesta di introdurre una legge che impedisse alle aziende imporre alle donne di indossare tacchi alti sul lavoro. Una richiesta respinta dal governo in aprile.

In Canada vietati per legge

I ricercatori hanno esaminato i danni fisici e i traumi legati a queste calzature, ma anche gli aspetti sociali e culturali emersi da numerosi studi e hanno voluto nello specifico analizzare la differenza tra il Regno Unito, dove il governo si è impegnato ad aumentare la consapevolezza del fatto che le lavoratrici non dovrebbero essere costrette ad indossare tacchi alti, ma senza per questo creare leggi ad hoc e la provincia canadese della British Columbia che ha modificato la legislazione e ora vieta ai datori di lavoro di chiedere al personale di indossare i tacchi alti. Le donne devono essere consapevoli dei rischi che corrono indossando sempre i tacchi alti e i datori di lavoro devono prendere coscienza che è un arbitrio costringere a indossarli al lavoro.

Attenzione anche alle ballerine

In ogni caso, attenzione anche alle scarpe bassissime: non fanno bene perché impediscono alla pompa plantare di stimolare la risalita del sangue dai piedi al cuore. E dunque sia le scarpe con il tacco altissimo, sia quelle rasoterra si possono indossare, ma solo in particolari occasioni.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Tutti i giorni è bene indossare scarpe comode con un tacco largo e di altezza media che favoriscano il flusso sanguigno, evitando gonfiori e cadute.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti