Obesità peggiora i sintomi del Covid-19 e aumenta il rischio di mortalità

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 17/09/2020 Aggiornato il 17/09/2020

L’obesità è un fattore di rischio per lo sviluppo di forme gravi di Covid-19. Lo afferma uno studio dell’Università di Bologna. Un indice di massa corporea (Imc) superiore a 30 è associato a maggiori probabilità di sviluppare insufficienza respiratoria

Obesità peggiora i sintomi del Covid-19 e aumenta il rischio di mortalità

L’obesità è una malattia, fattore di rischio per gravi patologie. Tra queste, anche il Covid-19. Infatti, secondo uno studio  guidato da ricercatori dell’Università di Bologna, pubblicato sull’European Journal of Endocrinology, tra i pazienti affetti da Covid-19, un indice di massa corporea (Imc) superiore a 30 è associato a un rischio maggiore di sviluppare insufficienza respiratoria e di mortalità. Il tutto indipendentemente dall’età, dal genere e dalla presenza di altre malattie.

Lo studio su 500 pazienti

Gli specialisti dell’Università di Bologna si sono basati  sulle informazioni tratte da quasi cinquecento pazienti ricoverati al policlinico Sant’Orsola a causa del Covid-19. I dati raccolti hanno confermato l’obesità come fattore associato a un rischio più alto di sviluppare forme gravi della malattia e di mortalità, ma che si sono rivelati validi anche per pazienti con forme di obesità lieve. Quello che resta da individuare, però, sono le cause alla base di questa connessione.

Da approfondire il legame da peso e malattia

Le possibilità sono diverse: un indebolimento della risposta immunitaria infezioni virali, alterazioni delle funzioni polmonari, stati di infiammazione cronica() connessi all’obesità. Spiega Matteo Rotoli, che ha coordinato lo studio  e si occupa di chirurgia bariatrica e colorettale: «La nostra ipotesi è che le conseguenze dell’infezione da Sars-CoV-2 siano legate al profilo metabolico dei pazienti: questo indicherebbe quindi un possibile ruolo dell’obesità, in connessione con la sindrome metabolica e con il diabete». 

Linee guida da rivedere?

Le Linee guida sviluppate da diversi Paesi, come Regno Unito e Stati Uniti, per individuare le categorie maggiormente a rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19 indicano oggi tra i loro criteri un Imc (Indice di massa corporea) superiore a 40, che corrisponde a un livello di obesità severa. I risultati del nuovo studio suggeriscono però che questo dato andrebbe rivisto includendo tra le persone più a rischio quelle affette da tutti i tipi di obesità. «Si tratta di un elemento da non sottovalutare, soprattutto nei Paesi occidentali, che presentano livelli più alti di diffusione dell’obesità», conclude Rotoli.

 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

L’indice di massa corporea è un dato biometrico che mette in correlazione il peso corporeo con l’altezza. Un valore compreso tra 30 e 35 identifica una condizione di obesità lieve.

 

Fonti / Bibliografia

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