Mal di testa: in arrivo la cura definitiva?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/12/2017 Aggiornato il 12/12/2017

È giunta alla terza fase, l’ultima, la sperimentazione di un farmaco che pare potrà essere risolutivo contro il mal di testa, disturbo che affligge circa 2 milioni e mezzo di italiani

Mal di testa: in arrivo la cura definitiva?

L’hanno chiamata “pallottola d’argento”: una metafora per alludere al fatto che il mal di testa, disturbo che affligge circa il 12% della popolazione italiana, anche i bambini, è come un vampiro che tormenta il corpo e fiacca lo spirito. Si tratta di un’iniezione di anticorpi monoclonali, principi attivi che rappresentano la nuova frontiera della ricerca in campo farmacologico, oltre che la grande speranza per tutti coloro che soffrono di cefalea.

Frutto dell’ingegneria genetica

Gli anticorpi monoclonali sono principi attivi ottenuti grazie a sofisticate tecniche di ingegneria genetica. Sono tutti uguali a se stessi, cioè cloni (da qui il nome) e puntano a un identico bersaglio: una determinata molecola. Quelli destinati al controllo del mal di testa mirano a neutralizzare il CGRP, dall’inglese “calcitonin gene relate peptide”. Si tratta del peptide (molecola formata da due o più aminoacidi) rilasciato dal trigemino, nervo che origina dalle testa per diramarsi fino al viso, ed è implicato nella comparsa dell’attacco di mal di testa.  Se l’ultima fase della sperimentazione si concluderà felicemente (come pare, visti i risultati incoraggianti ottenuti finora), le persone che soffrono di attacchi di mal di testa potranno effettuare un’iniezione (sottocute) al mese per un anno, dopodiché si potrà eventualmente aggiustare la cura caso per caso, in base alla risposta fornita da ogni singola persona.

Una simil-vaccinazione

A proposito delle iniezioni di anticorpi monoclonali contro il mal di testa è spesso usato il termine “vaccinazione”. In realtà è una definizione impropria dal punto di vista medico, nonostante questa cura abbia in comune con i vaccini il fatto che vi si ricorre per impedire che il disturbo compaia, quindi in un’ottica di prevenzione. Gli anticorpi monoclonali si impiegano cioè non per combattere l’attacco di dolore, ma per contrastarne l’arrivo. Per quanto riguarda le forme di mal di testa su cui risulteranno più efficaci, bisognerà attendere che la terza fase della sperimentazione si concluda per saperlo con precisione.

La ricerca durata diversi anni

Qualsiasi nuovo principio attivo, prima di essere commercializzato, viene sottoposto a una verifica lunga e complessa, volta a identificarne con esattezza le proprietà, gli eventuali effetti indesiderati, il rapporto tra rischio e beneficio. La ricerca varia dai 7 ai 10 anni e prevede diversi passaggi. I primi sono “in vitro” (in provetta) e “in vivo” (sugli animali), dopodiché si passa a tre fasi successive, dette di “sperimentazione clinica”, in cui il farmaco viene testato sull’uomo.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

La scoperta del CGRP si deve a uno studioso danese che, una quindicina di anni fa, riuscì a provocare l’attacco di dolore in persone predisposte somministrando la molecola con un’iniezione.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Beta che aumentano poco: proseguirà la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo.   »

Bimba di 4 anni che fa (di nuovo) la pipì a letto: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di “La Redazione”

A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla.   »

Camera gestazionale molto piccola rispetto all’atteso: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

A volte la gravidanza risulta più indietro rispetto all'atteso perché l'ovulazione si è verificata più avanti rispetto alla data presunta.  »

Inizio della pubertà in una bambina di 9 anni: ci sarà ancora un aumento di statura?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un inizio della pubertà a 9 anni è del tutto normale e non preclude la possibilità che la statura continui ad aumentare negli anni successivi.   »

Si possono avere gemelli a 42 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Colonese

Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici.   »

Fai la tua domanda agli specialisti