La melatonina potrebbe essere un alleato nella lotta al Covid-19

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 03/03/2021 Aggiornato il 03/03/2021

I livelli di melatonina nei polmoni funzionano da biomarcatore e permettono di individuare un’eventuale infezione da Covid-19 anche in assenza di sintomi

La melatonina potrebbe essere un alleato nella lotta al Covid-19

La melatonina presente nei polmoni potrebbe facilitare l’individuazione dei contagiati asintomatici e pre-sintomatici da Covid-19 e aiutare a contrastare la diffusione del virus. La melatonina contenuta dai polmoni di una persona contagiata attiva gli anticorpi per creare una barriera che non permette al virus di attaccare l’organismo e scatenare sintomi. Il problema è che il virus resta comunque per alcuni giorni nelle vie respiratorie del portatore sano, che così rimane contagioso e può trasmettere il virus.

L’azione schermo della melatonina

La scoperta di questa capacità della melatonina sul virus può in ogni caso rappresentare un tassello importante nella lotta al virus. Infatti, attraverso applicazioni di melatonina nei polmoni (per via nasale, in gocce o spray) si creerebbe uno schermo contro il Covid-19, riducendo così sensibilmente la diffusione del contagio nei pazienti pre-sintomatici. A rivelarlo è una ricerca dell’Università di San Paolo, in Brasile, supportata dalla Fundação de Amparo à Pesquisa do Estado de São Paulo e pubblicata sulla rivista Melatonin Research.

Un marcatore per scoprire il Covid-19

Sotto la lente dei ricercatori è finito il valore dell’indice di melatonina (MEL-index) presente nei polmoni dei pazienti asintomatici e pre-sintomatici. Quanto questo indice presenta caratteristiche non in linea con la normalità è molto probabile che gli anticorpi attivati dalla melatonina sintetizzata nei polmoni stiano già combattendo la loro battaglia contro il Covid-19. E questa evenienza è facilmente riscontrabile anche in assenza di sintomi. Ecco perché il MEL-index potrebbe essere un biomarcatore perfetto per individuare gli asintomatici.

Limitare il contagio grazie alla melatonina

Andare a indagare il MEL-index permette dunque di individuare i soggetti contagiati ma senza sintomi e attivare le procedure per limitare il contagio. Di pari passo, in via precauzionale i ricercatori dell’ateneo paulista hanno previsto la somministrazione nei polmoni di dosi di melatonina per ridurre le possibilità di contagio. L’azione della melatonina circoscrive, infatti, il virus del Covid-19 nelle vie aeree, impedendogli di entrare in contatto con le cosiddette “porte d’accesso”, difendendo anche l’organismo di chi è entrato in contatto con il virus dal contagio vero e proprio.

Evidenze incoraggianti

Per giungere a queste conclusioni, che necessitano ancora di studi e prove sul campo, i ricercatori hanno ricostruito la firma fisiologica del Covid-19 e ne hanno valutato l’azione sulla melatonina sintetizzata nei polmoni. La relazione tra i geni che descrivono il virus e il MEL-index ha rivelato un rapporto di reciproca influenza. In poche parole: il virus attiva la melatonina, il MEL-index cresce e con esso gli anticorpi che contrastano il contagio rendendo più facile l’individuazione dei portatori sani del virus.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La prospettiva che la melatonina presente nei polmoni e nelle vie respiratorie possa essere una protezione naturale contro il Covid-19 apre nuove prospettive epidemiologiche e farmacologiche, poiché valori di MEL-Index elevati potrebbero aiutare a individuare i portatori asintomatici e la melatonina somministrata per via nasale ridurre il contagio.

 

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