Disturbi intimi: più colpite le donne con tumore

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 05/06/2017 Aggiornato il 05/06/2017

Bruciori, irritazioni, secchezza, dolori: sono fra i disturbi intimi più comuni nelle donne in menopausa ma che colpiscono anche le pazienti oncologiche. I rimedi che aiutano

Disturbi intimi: più colpite le donne con tumore

Le donne che ricevono una diagnosi di tumore devono affrontare una malattia complessa e un percorso tortuoso, fatto di esami, cure ed effetti collaterali, anche pesanti. Fra questi, ci sono problematiche spesso sottovalutate, ma che possono essere molto invalidanti: i disturbi intimi.

Un problema che riguarda 7 donne su 10

Secondo gli esperti, ben 7 pazienti oncologiche su 10 soffrono di disturbi intimi. Numeri che aumentano in menopausa, quando 1 donna su 2 ha difficoltà di questa natura. Solo una piccola percentuale di loro, però, ne parla con il medico: la maggior parte si vergogna o pensa che si tratti di problematiche quasi normali, cui non vale la pena dare troppo peso. Invece, non è affatto così: questi sintomi possono essere molto fastidiosi e arrivare a compromettere sia la sfera sessuale sia la qualità della vita in generale. I più comuni? Bruciore, irritazione, secchezza e dolori durante i rapporti sessuali. Talvolta, viene coinvolto anche l’apparato urinario, con comparsa di infezioni, cistiti ricorrenti, incontinenza urinaria.

Tutta colpa degli ormoni

Alla base c’è quasi sempre un’atrofia vulvo-vaginale, una condizione cronica che deriva dalla carenza di estrogeni, gli ormoni femminili che svolgono compiti preziosi a livello vulvo-vaginale e generale. Quando diminuiscono, come accade in menopausa, possono comparire delle modificazioni nella struttura e nella funzionalità del tessuto vaginale e vulvare. Purtroppo, anche nelle donne con tumore si assiste spesso a un calo nella produzione di estrogeni e, dunque, a una menopausa precoce. “Se l’incidenza di disturbi vaginali è già molto frequente nelle donne in menopausa, questa percentuale sale ulteriormente nelle donne che hanno avuto un tumore: il 70% riporta disturbi della funzione sessuale” ha confermato Riccardo Masetti, direttore del reparto di Chirurgia senologica del Policlinico Gemelli di Roma.

Esistono le cure

Fortunatamente, non si tratta di una situazione irrecuperabile. Una volta concluse le cure per il tumore, si può ricorrere all’utilizzo di presidi terapeutici di natura non ormonale. Nelle donne in menopausa, invece, si può ricorrere anche a cure ormonali. Bisogna solo trovare il coraggio di parlarne con il medico.

 

 

 
 
 

In breve

 

FANNO “MALE” ANCHE ALL’UOMO

I disturbi intimi femminili possono peggiorare anche la vita di coppia. Non solo perché la donna può avere difficoltà ad avere rapporti, ma anche perché l’uomo può sentirsi rifiutato e sviluppare dunque problematiche come disfunzione erettile ed eiaculazione precoce.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti