Contro i disturbi del sonno no alla luce blu, sì a quella naturale

Laura Raimondi A cura di Laura Raimondi Pubblicato il 23/04/2019 Aggiornato il 23/04/2019

Il ciclo sonno-veglia può essere fortemente compresso dalla luce blu di tablet, pc e smartphone alimentando i disturbi

Contro i disturbi del sonno no alla luce blu, sì a quella naturale

I disturbi del sonno sono fortemente influenzati dalla luce artificiale. Biologicamente, infatti, siamo programmati per riposarci nelle ore notturne e rimanere più attivi nelle ore di luce solare. La luce è anche il più importante contributo al ritmo circadiano, ovvero quella serie di processi che regolano l’attività del nostro organismo nell’arco di 24 ore.

La luce regola il sonno

Un’indagine condotta dal Baylor College of Medicine afferma che un risveglio più dolce e graduale può apportare dei benefici. Sostituire le tradizionali sveglie con dispositivi sonori in grado di aumentare progressivamente l’illuminazione potrebbe quindi essere d’aiuto per programmare un risveglio soft. Contro i disturbi del sonno, poi, tablet, pc, smartphone e tv non andrebbero utilizzati prima di andare a dormire. La luce blu emanata dagli schermi, infatti, turba il ciclo naturale sonno-veglia, innescando abitudini negative, spostando l’orario del riposo notturno e rendendo più faticosa la sveglia mattutina.

Tanti i problemi legati a una cattiva qualità del sonno

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Environment International, un sonno disturbato o insufficiente compromette le risposte immunitarie, può contribuire a creare depressione, ansia e obesità, anche nei  bambini e negli  adolescenti.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

I risultati delle interviste a oltre 6.000 adolescenti tra gli 11 e 12 anni hanno rilevato, infatti, che più del 70% utilizza dispositivi elettronici un’ora prima di andare a letto, aumentando le difficoltà a prendere sonno, specialmente se l’utilizzo di computer e smartphone avviene al buio.

 

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