Abuso di antinfiammatori mette a rischio il cuore

Laura Raimondi A cura di Laura Raimondi Pubblicato il 08/05/2018 Aggiornato il 02/08/2018

Recenti studi confermano la correlazione tra un abuso di antinfiammatori Fans non steroidei e il rischio cardiaco. Occorre attenersi sempre alle dosi indicate dal medico

Abuso di antinfiammatori mette a rischio il cuore

Un abuso di antinfiammatori Fans (non steroidei) è un rischio per il cuore. Questi medicinali sono assunti per contrastare il dolore, ma se impiegati in quantità eccessive influenzano negativamente la salute cardiaca. A confermare l’ipotesi, una ricerca pubblicata sul British Medical Journal.

Troppi Fans in Italia

In Italia il consumo di antinfiammatori è massiccio, soprattutto per via della facilità della prescrizione. Di solito sono impiegati per il comune mal di testa e i dolori ai denti o per l’artrite. Uno studio condotto da Giovanni Corrao, professore di Statistica medica all’università di Milano-Bicocca, e pubblicato su Bristish Medical Journal, ha confermato la relazione tra quantità di antinfiammatori assunti e il rischio di ricovero ospedaliero per problemi cardiaci. Lo studio ha analizzato più di 92mila ricoveri ospedalieri in 4 Paesi europei (Italia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito), mettendo in correlazione la dose di Fans assunti in precedenza. I ricercatori sono giunti alla conclusione che il dosaggio, quindi, avrebbe un ruolo decisivo nell’aumento delle problematiche cardiache.

Dissensi tra gli esperti

Nella comunità scientifica c’è chi manifesta qualche perplessità rispetto alla validità della ricerca pubblicata sulla celebre rivista inglese. Che esista una correlazione tra abuso di antinfiammatori e problemi cardiaci sono tutti d’accordo, su quali e dosi invece no. Afferma Alberico Catapano, docente di Farmacologia presso l’università Statale di Milano e responsabile del Centro Studio Aterosclerosi dell’Ospedale Bassini: “Trattandosi di uno studio di popolazione ha il vantaggio dei grandi numeri ma sono inevitabili alcuni errori che possono essere dovuti, per esempio, alla selezione dei pazienti. Tuttavia, le conclusioni sono chiare e riconfermano che esiste una forte relazione tra questi farmaci e lo scompenso cardiaco”. Ma non su tutti i Fans: “Nel celecoxib, per esempio, i ricercatori non hanno riscontrato un aumento dei ricoveri ospedalieri”.

 

 
 
 

DA SAPERE

ATTENZIONE A QUESTI FANS

Ibuprofene, diclofenac, indometacina, naprossene, ketorolac, piroxicam, nimesulide, etoricoxib e rofecoxib sarebbero gli antinfiammatori da tenere sotto controllo, assumendoli solo se davvero necessario e nella giusta quantità indicata dai medici.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti