A cura di “La Redazione”Pubblicato il 14/10/2016Aggiornato il 14/10/2016
Messo in discussione il calcolo giornaliero delle calorie a favore del nuovo metodo che tiene conto delle molecole
È ancora valido il calcolo giornaliero delle calorie? E soprattutto è davvero utile come modello alimentare capace di intervenire sull’origine e la diffusione di sovrappeso e obesità? Sono domande di grande attualità, visto che in Europa oltre il 50% della popolazione adulta è in sovrappeso e in Italia, dall’ultimo rapporto Osservasalute, emerge che più di un terzo della popolazione adulta è in sovrappeso e una persona su 10 è obesa. Risposta: è più utile la conta delle molecole.
Il dialogo tra Dna e cibi
I cibi che ingeriamo ogni giorno sono in grado di “dialogare” con le cellule e con il Dna, portando l’organismo verso una condizione di salute e di corretto peso corporeo oppure verso condizioni patologiche di sovrappeso e obesità. Sulla base di questa “rivoluzione copernicana”, il professor Luigi Rossi, docente all’Università di Bologna e alla Cattolica di Roma, spiega che “occorre conoscere prima il proprio corpo, il proprio “io biologico” e poi scegliere il miglior cibo per garantirsi salute e benessere psicofisico”. Secondo il professor Rossi per vivere a lungo e in salute e, per recuperare e mantenere il giusto peso forma, occorrerebbe superare le diete ipocaloriche circoscritte a determinati periodi di tempo e adottare il metodo che conta le molecole per tutta la vita, basato sulle porzioni di cibo e non sulle loro grammature. La chiave nutrizionale starebbe, dunque, nel ricercare l’equilibrio tra proteine e carboidrati.
da sapere!
Utilizzare gli occhi per calcolare le porzioni e, soprattutto, imparare a educare la propria mano, che dal piatto porta il cibo alla bocca. E naturalmente anche a saperla fermare.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »