Dimagrire: è meglio ridurre i grassi o i carboidrati?
A cura di Silvia CamardaPubblicato il 01/02/2019Aggiornato il 01/02/2019
Qual è la dieta ideale per dimagrire? È più utile tagliare i carboidrati o i grassi? Ecco le risposte degli esperti
Dimagrire con una dieta ricca di carboidrati e povera di grassi o viceversa, una dieta ricca di grassi e povera di carboidrati? Questo è il dilemma… A spiegare cosa è meglio mangiare per dimagrire ci ha pensato un gruppo di ricercatori statunitensi dell’Harvard Medical School di Boston, dell’Ohio State University di Columbus e del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle con uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Science.
Diete a confronto
Dalla ricerca è emerso che non esiste un specifico rapporto tra grassi e carboidrati ritenuto migliore per tutti e che una dieta di alta qualità che preveda un basso contenuto di zuccheri e cereali raffinati sicuramente facilita il mantenimento del peso e un minor rischio di sviluppare malattie croniche. Nel corso della ricerca sono state messe a confronto 3 diete contrastanti sul miglior rapporto tra grassi e carboidrati:
1. la prima sostiene che un consumo elevato di grassi causa obesità, diabete, malattie cardiovascolari e probabilmente cancro. Di conseguenze le diete a basso contenuto di grassi sarebbero ottimali;
2. la seconda ritiene che i carboidrati trasformati abbiano effetti negativi sul metabolismo, pertanto i regimi alimentari chetogenici (ricchi di grassi e poveri di carboidrati) sarebbero i migliori per la salute;
3. la terza considera che la quantità relativa di grassi e carboidrati nella dieta non influenza la salute. Ciò che conta è il tipo di grassi o di carboidrati consumati.
La qualità fa la differenza
Più nel dettaglio sarebbe la sostituzione dei grassi saturi o trans con quelli insaturi e i carboidrati raffinati con i cereali integrali e le verdure non amidacee a incidere sugli effetti della dieta.
Lo sapevi che?
1 grammo di carboidrati apporta 4 kcal contro le 9 kcal di 1 grammo di grassi (sia vegetali sia animali).
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »