Barbie e Ken: boom di ritocchi per trasformarsi in pupazzi

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 17/05/2018 Aggiornato il 02/08/2018

Sono sempre più numerose le persone che si rivolgono al chirurgo estetico per avere il corpo di Barbie e Ken

Barbie e Ken: boom di ritocchi per trasformarsi in pupazzi

Assomigliare a Barbie, perfetta nelle forme,  e a Ken, muscoloso e senza un filo di grasso. Ecco i nuovi desideri delle persone che si rivolgono al chirurgo estetico. Sono sempre di più infatti le donne e gli uomini, che cercano nel bisturi un cambiamento radicale nel tentativo di assomigliare più a una bambola che a una persona reale. Il fenomeno, decisamente pericoloso è venuto alla luce grazie ai casi di Alina Kovalevskaya e Valeria Lukyanova, le Barbie in carne ed ossa, entrambe originarie della città ucraina di Odessa, e del Ken umano, l’inglese Rodrigo Alves. A lanciare l’allarme su quella che si può definire sindrome di Barbie e Ken sono molti chirurghi italiani, tra cui Carlo Gasperoni, docente al Master di Chirurgia estetica della faccia dell’Università Tor Vergata di Roma, secondo il quale il problema è prima di tutto psicologico.

Alla ricerca di un’identità…

Alcune persone, infatti, soffrono di un disturbo – una sorta di sindrome di Barbie e Ken – in base al quale non riescono ad avere una loro identità ben definita e fanno così fatica a vedersi nello specchio per come sono. Cominciano allora a guardarsi intorno per vedere quali sono i personaggi ammirati e cercano di diventare così per essere a loro volta ammirati. In definitiva sono incapaci di affrontare la realtà e preferiscono crearsi una vita irreale.

… e della perfezione

Barbie e Ken sono le bambole che hanno fatto giocare molti bambini. Ma, giocando giocando, si può cominciare a fantasticare di essere come loro e la vita irreale finisce così per sostituire quella reale, che si è incapaci di affrontare. Barbie e Ken vantano corpi perfetti, con misure difficilmente raggiungili nella realtà, e possono quindi diventare un modello da inseguire.

Il medico non deve assecondare

Ma come dovrebbe agire il professionista che si trova a gestire simili personalità? Il medico ha come dovere di curare le persone malate e non di assecondare la loro malattia: se una persona quindi, chiaramente disturbata, chiede di veder soddisfatto il suo desiderio di essere come Barbie e Ken il medico non deve farlo, ma deve piuttosto indirizzarla verso una cura. In altre parole, aiutare una persona a somigliare a quelle bambole è la negazione della missione del medico, il cui comportamento è da censurare perché non etico.

 

 
 
 

Il parere dell’esperto

Secondo il professor Gasperoni persino certe trasmissioni televisive che mostrano queste persone per farne uno spettacolo andrebbero censurate perché in questo modo si possono spingere donne e uomini borderline a propendere verso una soluzione irreale dei propri problemi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti