Poliomielite e tetano: troppi i bambini non protetti

Redazione A cura di “La Redazione”

Secondo i dati ufficiali, ogni anno almeno 5 mila bambini non vengono vaccinati contro poliomielite, tetano e altre malattie dell’infanzia. Ecco con quali rischi

Poliomielite e tetano: troppi i bambini non protetti

A differenza di quanto pensano in molti, quello del calo delle vaccinazioni non è un allarme ingiustificato lanciato dagli esperti solo per indurre i genitori a superare le proprie paure. È la realtà dei fatti: se nel periodo 2005-2007 la copertura vaccinale è cresciuta progressivamente, nel biennio 2012-2014 il numero dei bambini vaccinati è diminuito, in alcune regioni anche in maniera preoccupante. Basti pensare che secondo il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della Salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ogni anno sono circa 5.000 i bambini che non vengono protetti contro poliomielite, difetrite e tetano.

Il ruolo ambivalente di internet

Le mamme e i papà che decidono di rinunciare alle vaccinazioni non sono certo in malafede. Al contrario, sono convinti di fare la cosa più giusta per i propri figli, proteggendoli dai presunti rischi connessi al ricorso a questi farmaci. Il problema è che nella maggior parte dei casi sono male informati, soprattutto a causa di un uso poco attento della Rete. “Su Internet si trova di tutto, anche che l’uomo non è mai andato sulla luna o che il vaccino fa venire l’autismo. Internet, del resto, ha permesso un tipo di informazione e comunicazione orizzontale nella quale ogni interlocutore ha lo stesso peso. Sta alle persone poi saper fare dei dovuti distinguo” ha affermato Stefania Salmaso, responsabile del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute.

Tutti i rischi

Rinunciare alle vaccinazioni, in realtà, non significa proteggere i bambini, ma esporli a una serie di possibili conseguenze negative. Basti pensare al tetano: alla prima caduta o sbucciatura, il piccolo dovrebbe essere sottoposto a una vaccinazione d’urgenza per scongiurare il rischio che si infetti. Ma non solo. “Se si scende sotto certe soglie di vaccinazioni si permette a virus, magari importati, di poter liberamente circolare. Se questi bambini non vaccinati da adulti, viaggiando per il mondo, dovessero capitare in Paesi nei quali virus come quello della poliomielite non sono stati debellati, si troveranno in pericolo non essendo protetti” ha spiegato l’esperta.

Male anche per morbillo e varicella

Purtroppo, il calo dei vaccini riguarda anche altre malattie. Secondo i dati ufficiali, ogni anno 10.000 bambini non vengono vaccinati nei tempi corretti per il morbillo e la rosolia. E questo nonostante sia attivo un programma di eradicazione mondiale del morbillo. Il risultato? In Italia ci sono ancora donne in gravidanza non protette dalla rosolia, che si ammalano entrando in contatto con bambini infetti ed esponendo così il piccolo che portano in grembo a complicanze serie, come cataratta e malformazioni.

 
 
 

In breve

QUELLE DISPONIBILI IN ITALIA

In Italia esiste una ventina di vaccinazioni. Alcune rientrano nel Piano nazionale prevenzione vaccinale stilato dal ministero della Salute e sono offerte attivamente e gratuitamente (anche se esiste una certa variabilità tra le regioni) dalle Asl. Principalmente sono le vaccinazioni contro: difterite, tetano, pertosse, poliomielite, morbillo, parotite, rosolia, varicella, influenza per le categorie a rischio, epatite B, Haemophilus influentiae di tipo b, pneumococco e meningococco.

Pubblicato il 30.11.2015 Aggiornato il 29.11.2019
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