Otite e mal di gola: ma quanto durano i mali di stagione?

Redazione A cura di “La Redazione”

I cosiddetti “mali di stagione” come l’otite e il mal di gola possono durare più di quanto si creda, ma non per questo bisogna eccedere con i farmaci

Otite e mal di gola: ma quanto durano i mali di stagione?

Tosse, raffreddore, otite e mal di gola, ovvero i cosiddetti “mali di stagione”, possono durare più di quanto si creda. E a rischio sono soprattutto i bambini.  Spesso, però, la cosa migliore è aspettare che passino da sé, senza imbottire i piccoli di farmaci. È quanto dimostra uno studio coordinato da Matthew Thompson della University of Washington a Seattle pubblicato sulla rivista scientifica British Medical Journal.

La pazienza è la miglior cura

Nei bambini tosse e raffreddore possono durare anche 2-3 settimane. Il mal d’orecchio una settimana almeno. Servono, invece, 8 giorni (a partire dalla visita dal pediatra) per guarire un’otite, da 2 a 7 per il mal di gola, 15 per stroncare il raffreddore e addirittura 25 per far passare la tosse. Dunque, mediamente bisogna attendere parecchi giorni perché il disturbo passi e spesso la percezione dei genitori è che il bambino non migliori e che quindi è necessaria una cura con gli antibiotici. Sbagliato!  Come sottolineano gli esperti, troppo spesso è proprio l’impazienza dei genitori che sottostimano i tempi di guarigione a chiedere al medico la prescrizione di un antibiotico, anche quando non è necessario.

 

 

In breve

CHE COS’È L’OTITE

L’otite è un processo infiammatorio molto doloroso, solitamente di natura infettiva, che interessa l’orecchio. Prende il nome di otite esterna quando colpisce il condotto uditivo esterno, con o senza coinvolgimento della membrana timpanica, di miringite quando coinvolge soltanto la membrana timpanica, e di otite media o interna se coinvolge, rispettivamente, l’orecchio medio o quello interno. 

Pubblicato il 5.2.2014 Aggiornato il 5.2.2014
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti