Celiachia: perché i ticket non si possono spendere anche al supermercato?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/10/2013 Aggiornato il 07/10/2013

L'appello della mamma di un bimbo di 6 anni affetto da celiachia: "Al ministro chiediamo di poter usare i ticket non solo in farmacia”

Celiachia: perché i ticket non si possono spendere anche al supermercato?

La celiachia in Italia colpisce una persona su cento; ne sono affette, potenzialmente, fino a 600mila persone, con un incremento annuo del 10%, secondo i dati dell’Aic (Associazione italiana celiachia). I prodotti per celiaci vengono venduti all’interno delle farmacie “ma a prezzi proibitivi”, denunciano i celiaci, per questa ragione chiedono al ministro della Salute Beatrice Lorenzin che venga consentito l’uso del ticket erogato dallo Stato anche nei supermercati dove i prodotti “gluten free” sono più economici. La petizione è su www.change.org.

L’appello di una mamma

L’appello in prima persona arriva da Marina Pellizzari, mamma di un bambino di 6 anni affetto da celiachia e colpita anche lei dalla malattia. “Al ministro Lorenzin chiediamo che venga consentito l’uso del ticket erogato dallo Stato non solo nelle farmacie, ma anche nei grandi supermercati dove i prodotti “gluten free” sono più economici”. Perché? “Non si può pagare un chilo di farina, che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais 6,70 euro: è un furto!”.

Un esercito di adesioni

Alla petizione finora hanno aderito quasi 60mila persone. Non sorprende, visto che la celiachia in Italia colpisce un individuo su cento. Da Change.org puntualizzano: “Una volta diagnosticata la celiachia si ha la possibilità di avere un buono mensile di circa 100 euro mensili per acquistare i prodotti senza glutine. Questo buono, però, può essere speso solo in farmacia, dove i prezzi dei prodotti sono più alti”.

I prodotti senza glutine

Chi è affetto da celiachia deve consumare prodotti senza glutine, contrassegnati dalla spiga barrata. Il glutine è una proteina contenuta in molti cereali (frumento, orzo, farro, segale e kamut). Chi soffre di celiachia, dunque, non deve consumare alimenti dove è presente il glutine, anche in tracce.

 

In breve

UN GIRO D’AFFARI DA PIU’ DI 200 MILIONI L’ANNO

Secondo l’Aic, la spesa alimentare degli italiani celiaci è di oltre 200 milioni l’anno: 141 milioni di euro per gli acquisti in farmacia, altri 45 milioni nella grande distribuzione e appena 15 milioni nei negozi dedicati. Ma quasi 50 milioni escono dalla copertura statale e dai rimborsi, e i celiaci devono sborsarli per conto proprio. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti