Test di eliminazione della sostanza allergica

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/01/2015 Aggiornato il 27/01/2015

Questo test consiste nella temporanea sospensione dell’assunzione della sostanza sospetta (o dell’esposizione alla stessa), in modo da controllare se nel frattempo scompaiono i sintomi dell’allergia

Test di eliminazione della sostanza allergica

Il test di eliminazione si utilizza soprattutto quando si sospetta un’allergia alimentare. Consiste infatti nell’esclusione dalla dieta di un determinato alimento per un certo periodo, per verificare se nel frattempo scompaiono i sintomi dell’allergia. Il problema delle allergie alimentari riguarda soprattutto i bambini.

Come funziona

Se per esempio si pensa che il bambino possa essere allergico al latte vaccino, cioè di mucca, si prova a eliminare dalla sua dieta il latte e i suoi derivati (formaggi e latticini in genere) e si verifica l’eventuale scomparsa delle manifestazioni allergiche. Con il passare del tempo la maggior parte dei bambini allergici diventano spontaneamente tolleranti nei confronti della sostanza incriminata. Si verifica infatti una progressiva riduzione delle IgE specifiche (riscontrabile con il Rast test).

Nel caso di allergia alimentare con sintomi immediati, che compaiono cioè subito dopo aver ingerito il cibo sospetto (per esempio, con orticaria, difficoltà di respiro, dolore gastrico, vomito),

La successiva reintroduzione dell’alimento allergizzante deve comunque avvenire in ambiente ospedaliero attraverso un test di provocazione, in base al quale il bimbo riceve dosi progressivamente maggiori dell’alimento in questione sotto stretto controllo medico (in modo da poter intervenire immediatamente in caso di ipotetiche reazioni indesiderate).

Se invece i sintomi dell’allergia non si manifestano subito dopo l’ingestione del cibo sospetto (come per esempio i disturbi gastrointestinali), si sottopone il bimbo a un periodo di dieta di eliminazione di 15-30 giorni e poi si reintroduce gradualmente l’alimento allergizzante, controllando se si verificano a o meno gli stessi disturbi.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti