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Con l’arrivo ufficiale della primavera si entra nel pieno del periodo delle allergie stagionali. E molte persone, adulti e bambini, iniziano ad accusare i tipici sintomi come prurito alla gola, sensazione di naso chiuso, lacrimazione oculare, difficoltà di respirazione.
Secondo gli esperti della Società italiana di Allergologia e immunologia pediatrica, negli ultimi 20 anni i disturbi allergici e respiratori in tutto il mondo sono aumentati del 30%. Le stime dell’Organizzazione Mondiale della sanità prevedono che, nel 2050 il 50% dell’intera popolazione mondiale sarà colpita da allergie, in modo particolare i bambini.
Calendario fioriture
Ecco quali sono le piante che causano più spesso problemi di allergie stagionali e in quali periodo fioriscono, diffondendo nell’aria i pollini che sono poi causa di disturbi allergici.
Graminacee: da fine aprile a settembre
La caratteristica di queste piante è la tipica forma “a spiga” di specie come mais, segale, erba mazzolina e loglio. Le graminacee sono diffusissime in Italia perché si adattano a qualsiasi clima e alle variazioni del clima, sono molto resistenti e si trovano soprattutto nell’Italia del Nord, un po’ meno nel Centro e nelle Isole dove sono comunque presenti.
La fioritura dura per un lungo periodo, così come la capacità di causare allergia. Al Nord i pollini sono diffusi da fine aprile fino a settembre, al Centro da aprile a luglio e quindi a settembre, perché con il caldo intenso la fioritura si riduce. Al Sud i fastidi si avvertono da fine marzo a luglio, quindi a settembre. L’aumento della temperatura fa sì che anche al Centro e al Nord le graminacee già a marzo inizino a produrre pollini, quindi a scatenare i sintomi nelle persone sensibili alle allergie.
Nocciolo
Questa pianta a fusto medio-bassa fiorisce da dicembre a marzo. E’ diffusa un po’ ovunque in Italia nelle zone pianeggianti e collinari, nelle isole soprattutto nelle aree montane. Provoca soprattutto rinite e chi ne è allergico deve prestare attenzione perché potrebbero risultare anche predisposto ad allergie alimentari per i cibi che contengono le nocciole (allergia crociata).
Parietaria: da febbraio a ottobre
È una pianta erbacea spontanea, bassa, con foglie allungate color verde intenso. Si adatta a qualsiasi ambiente crescendo in boschi, sentieri, alla base di muri a secco, ai margini delle strade. Fiorisce per un lunghissimo periodo, soprattutto con i cambiamenti climatici, da febbraio fino all’autunno. Il periodo in cui crea allergia è quindi molto ampio, tanto che gli esperti mettono in guardia le persone sensibili che, con il clima caldo e secco, possono iniziare ad avvertire fastidi già a metà febbraio.
Betulla: da febbraio ad aprile-maggio
È una pianta o, meglio, un gruppo di piante a fusto alto e legnoso oppure basse a cespuglio. Le betulle vivono soprattutto nelle zone appenniniche fino a 1700 metri e nella Pianura Padana. Privilegiano i climi temperati e freddi, fiorendo da febbraio ad aprile, che sono i mesi più critichi per chi soffre di allergia alla betulla. La produzione cessa prima dell’estate, quindi è possibile andare incontro a un miglioramento.
Cipresso: da febbraio ad aprile
Resistente, a fusto alto, cresce bene in ambienti e climi diversissimi, anche con freddo intenso e siccità. Fanno parte della famiglia del Cipresso anche la tuia, il ginepro e la sequoia. Il cipresso e le altre piante della sua specie, oltre che rinite e starnuti, possono provocare forme di asma allergico nei soggetti più sensibili. La pollinazione, e quindi il periodo più a rischio, va da febbraio ad aprile.
Olivo: da marzo ad agosto
È un sempreverde, di altezza variabile, con tronco grigiastro e irregolare, diffuso soprattutto nelle regioni mediterranee e in generale nelle zone con clima caldo-temperato. “Parenti” dell’olivo, che appartengono quindi alla famiglia delle oleacee, sono il frassino, il ligustro, il gelsomino e altre. Producono pollini da aprile (con il caldo intenso, già a marzo) fino a giugno al Nord e al Centro Italia, mentre al Sud il periodo critico si spinge fino all’estate inoltrata.
Platano: da marzo a maggio
Fa parte di una famiglia di piante legnose ad alto fusto, utilizzate da tempo sia per il legname sia a scopo ornamentale nelle città per decorare piazze e viali, oltre che per assicurare ombra e frescura. Il platano è una pianta resistente, che cresce bene anche se piove poco e l’ambiente è inquinato. In tutta Italia il periodo più critico per chi è allergico al platano è tra aprile e maggio, ma i più sensibili possono avere problemi di allergia già a marzo.
Sintomi nei bambini
Se il bambino con le allergie stagionali è soggetto a oculorinite allergica, compaiono starnuti a salve, anche dieci o venti consecutivamente, fino alla mancanza di respiro. Il naso è chiuso, soggetto ad abbondante scolo e compare una sensazione di solletico in gola. Gli occhi lacrimano e non sopportano la luce. Infine, possono comparire mal di testa e sensazione di disturbo all’orecchio.
Nel caso in cui il piccolo abbia problemi di allergia ai bronchi, compaiono sintomi asmatici con colpi di tosse secca e fastidiosa, sensazione di mancanza d’aria e respiro sibilante. I segnali possono diventare più seri e il bambino ha difficoltà a respirare e a muoversi. Questo si verifica perché, se il bambino inspira i pollini verso i quali è sensibile, i bronchi irritati si restringono, si infiammano e producono grandi quantità di muco. Il passaggio dell’aria viene quindi ostacolato e il soggetto avverte un senso di soffocamento. L’organismo cerca allora di correre ai ripari, aumentando la frequenza cardiaca e quindi la respirazione per catturare quanta più aria e ossigeno è possibile.
Allergie stagionali, perché sono in aumento
“Il riscaldamento globale provoca in molte aree del mondo un’anticipazione della comparsa delle allergie stagionali” spiega il professor Michele Miraglia del Giudice, Presidente della Siaip. “Le temperature mediamente più elevate favoriscono un aumento della concentrazione di biossido di carbonio, che stimolare la maggiore produzione di polline da parte di betulla e ambrosia”. Anche le concentrazioni dell’ozono peggiorano la rinite allergica e l’asma, oltre a manifestazioni cutanee come la dermatite atopica.
Secondo uno studio svedese, l’esposizione ai pollini nei primi mesi di vita perfino già durante la vita intrauterina aumenti la probabilità di essere soggetti ad asma e a manifestazioni allergiche respiratorie. Un rischio concreto, considerando che, in Italia l’81,4% dei bambini vive in zone inquinate da polveri sottili, il 100% in 8 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte Puglia, Trentino e Veneto.
Rimedi naturali
Per le manifestazioni asmatiche, il trattamento per risolvere la crisi impiega farmaci broncodilatatori, che permettono la distensione dei bronchi contratti. Per i bambini i più indicati sono i beta2-stimolanti, poiché provocano minori effetti collaterali, a patto che vengano somministrati nelle dosi prescritte dallo specialista.
Se i disturbi non riescono a essere controllati, l’allergologo prescrive cortisonici per aerosol, che presentano pochi effetti collaterali, oppure anti-leucotrieni. In caso di oculorinite e pollinosi si impiegano spray che, vaporizzati nelle narici, calmano gli starnuti e le secrezioni nasali. Sempre sotto forma di spray sono disponibili antistaminici e cortisonici: la scelta è affidata allo specialista a seconda dell’efficacia del controllo dei sintomi.
Tra i rimedi naturali troviamo:
- il ribes nigrum in macerato glicerico che va somministrato in gocce
- la malva in decotto, efficace per la sua azione lenitiva e calmante.
È importante ricordare che anche prima di assumere qualsiasi rimedio naturale per le allergie stagionali dei bambini si deve chiedere al medico.
In breve
Le allergie stagionali sono in anticipo per l’aumento delle temperature e per l’inquinamento. I bambini ne sono più soggetti rispetto al passato e soffrono di disturbi respiratori, arrossamento oculare e rinite.