Parto prematuro: lo smog aumenta il rischio

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 10/03/2016 Aggiornato il 10/03/2016

Se l’esposizione allo smog avviene nel terzo trimestre di gravidanza aumentano le probabilità di un parto prematuro. Ecco perché

Parto prematuro: lo smog aumenta il rischio

Uno studio americano ha dimostrato una correlazione tra smog e aumento del rischio di parto prematuro. Il problema dell’inquinamento atmosferico nelle  città italiane è sempre più preoccupante. Adesso uno studio statunitense sembra dimostrare che la presenza nell’aria di polveri sottili o “particolato fine”, legato ad esempio agli scarichi delle vetture diesel e benzina, sia correlata a un aumento del parto prematuro.

Analizzate 225.000 nascite

La ricerca è stata condotta da Emily De Franco dell’ospedale pediatrico e Università di Cincinnati, prendendo in considerazione quasi 225 mila nascite nel periodo 2007-2010 e i dati disponibili sull’inquinamento urbano misurati da 57 centraline in tutto lo Stato, nelle diverse aree di residenza delle gestanti. In particolare gli esperti hanno considerato le concentrazioni di polveri sottili di tipo PM2,5 che per le loro dimensioni, con diametro 30 volte più piccolo di quello di un capello, possono essere respirate e spingersi nella parte più profonda dell’apparato respiratorio, fino a raggiungere i bronchi.

Rischio più elevato nel terzo trimestre

Ai fini della ricerca sono stati considerati i parti in cui non vi fossero altre anomalie, avvenuti tra le 20 e le 42 settimane di gestazione. I dati, pubblicati sulla rivista Environmental Health, hanno rivelato una frequenza media dell’8,5 per cento di nascite premature fra tutti i casi esaminati. In particolare, il rischio è risultato più elevato per le donne incinte maggiormente esposte e poteva salire fino al 19 per cento. Il pericolo aumentava se c’era stata un’esposizione in particolare durante il terzo trimestre di gravidanza. Tra tutte le nascite valutate l’11 per cento circa (24.662) era relativo a donne che avevano avuto elevate esposizioni durante tutti e tre i primi mesi.

Indiziato numero uno: le polveri sottili

I ricercatori hanno precisato che si tratta di rischi di per sé marginali, ma di entità complessiva potenzialmente rilevante, dato che oltre una gestante su 10 potrebbe essere esposta a grosse quantità di queste particelle inquinanti nelle grandi aree urbane. Il maggiore indiziato è il carico di polveri sottili presente nell’atmosfera. Queste particelle possono causare gravi disturbi a carico del sistema respiratorio e cardiocircolatorio; inoltre, assorbite dall’organismo, possono portare a uno stress ossidativo e a effetti negativi sul sistema nervoso centrale o periferico.

 

 

 
 
 

In breve

C’È UN LEGAME TRA INQUINAMENTO E PROBLEMI PERINATALI

I collegamenti tra esposizioni tossiche della madre e problemi alla nascita è un settore emergente di studio che ha iniziato a mostrare che le sostanze tossiche presenti nell’ambiente tendono a essere associate a mortalità neonatale, basso peso alla nascita, alcune anomalie congenite e nascita pretermine.

 

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