Parto prematuro: un anello riduce il rischio

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 11/02/2015 Aggiornato il 11/02/2015

L’utilizzo del pessario cervicale potrebbe costituire un’alternativa al cerchiaggio per ridurre il rischio di parto prematuro. Ecco come funziona

Parto prematuro: un anello riduce il rischio

Le ragioni non sono ancora completamente chiare, anche se sicuramente un ruolo importante è giocato dal ricorso sempre più massiccio alla fecondazione assistita e dalla tendenza a fare figli tardi. Quel che è certo è che è in netto aumento il numero di donne che rischia un parto prematuro. Fortunatamente, esistono alcune soluzioni per ritardare la data di nascita del bebè. Una delle più innovative potrebbe essere rappresentata dal pessario cervicale.

Un anello di vari materiali e dimensioni

Il pessario è uno strumento introdotto molti anni fa per il trattamento del prolasso genitale e dell’incontinenza urinaria. Si tratta di un particolare dispositivo medico: una specie di anello, realizzato in gomma, plastica o silicone, di diverse dimensioni. Fino a poco tempo fa veniva utilizzato solo a livello vaginale per mantenere l’utero in posizione normale oppure come metodo anticoncezionale. Infatti, può impedire la penetrazione degli spermatozoi nelle vie genitali femminili o creare uno stato di infiammazione e un’irritazione dell’utero che impediscono l’annidamento dell’uovo.

Potrebbe impedire la dilatazione

Recentemente, alcuni esperti hanno proposto di ricorrere al pessario anche per prevenire il parto prematuro. Sembra, infatti, che collocare il dispositivo a livello della cervice, ossia il collo dell’utero, aiuti a mantenerlo chiuso e, dunque, a prevenire una dilatazione anticipata e a evitare un accorciamento eccessivo (il collo dell’utero si accorcia in vista del parto).

Gli studi sono a favore

Gli studi condotti fino a ora in proposito dimostrano che l’utilizzo del pessario per ridurre il rischio di parto pretermine è efficace. Per esempio, una ricerca condotta su donne con una lunghezza della cervice ridotta, pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet, ha dimostrato che il ricorso al dispositivo ha ridotto in modo significativo il rischio di nascite premature prima delle 34 settimane di gestazione. Un’altra ricerca ha rivelato che questa metodica potrebbe essere una valida alternativa al cerchiaggio, una pratica che consiste nel posizionare una benderella sul collo dell’utero così da tenerlo chiuso. Rispetto a quest’ultimo, è un trattamento più semplice, viene eseguito in ambulatorio e senza il ricorso ad anestesia.

Servono ulteriori conferme

Al momento, comunque, la tecnica è considerata ancora sperimentale, perché i dati a disposizione sono ancora insufficienti. La speranza è che possa essere confermata al più presto la sua efficacia nella prevenzione dei parti prematuri.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SUL PARTO PREMATURO? LEGGI QUI

 

 
 
 

DA SAPERE!

 

A VOLTE BASTA IL RIPOSO ASSOLUTO

Per ridurre il rischio di parto pretermine il ginecologo potrebbe consigliare di condurre una vita più tranquilla e nei casi più seri anche il riposo assoluto a letto.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti