È causata dalla proliferazione di batteri, in particolare germi della flora fecale (come l’Escherichia coli), che di norma abitano nell’ultimo tratto dell’intestino e possono raggiungere le vie urinarie risalendo dalla zona anale. In gravidanza la cistite è più frequente per diversi motivi. In particolare, il progesterone (un ormone tipico dei nove mesi) contribuisce ad ammorbidire la muscolatura della gestante in vista della crescita dell’utero e del parto. Quest’azione “rilassante” comporta una serie di conseguenze, tra cui la riduzione della capacità di contrarsi della vescica e dell’uretra, che aumenta le difficoltà di espulsione della pipì e ne provoca il ristagno, favorendo la proliferazione dei batteri. Inoltre l’azione del progesterone determina anche il rallentamento dei movimenti dell’intestino: il ristagno di feci che ne deriva può stimolare il passaggio dei germi fecali alla vescica, finendo per aumentare la probabilità di infezioni. Dal terzo trimestre, poi, a questi fattori si aggiungerà una causa meccanica: l’utero ingrossato, premendo sulle vie urinarie, finirà per accentuare le difficoltà di espulsione dell’urina, determinandone il ristagno e favorendo quindi la comparsa delle infezioni.
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