Toxotest e rubeotest: cosa sono e come si eseguono

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 19/12/2025 Aggiornato il 29/12/2025

È sufficiente un prelievo di sangue venoso dall’avambraccio per capire se una donna, in età fertile o già in attesa, è immune contro toxoplasmosi e rosolia oppure non ha anticorpi e può quindi contrarle, con rischi per il feto.

metodi della nonna per sapere se si è incinta

Toxotest e rubeotest sono due controlli che fanno parte degli esami che si effettuano nei nove mesi, ma possono essere eseguiti anche prima di restare incinta.

Servono a capire se una donna in età fertile è immune a due infezioni, toxoplasmosi e rosolia, che possono avere serie conseguenze sul feto se vengono contratte in gravidanza. Se toxotest e rubeotest risultano positivi, vuol dire che la donna ha già contratto queste infezioni in passato e non corre pericoli perché ha sviluppato gli anticorpi specifici.

Se invece i due test sono negativi, la donna può contrarre queste malattie mentre aspetta un bambino. Di conseguenza è importante la prevenzione, effettuando la vaccinazione antirosolia prima di cercare un bimbo e seguendo scrupolose norme alimentari e igieniche per non contrarre la toxoplasmosi in gravidanza.

Toxotest: quando e come si fa

Il toxotest è un esame che si esegue per capire se la donna ha già contratto la toxoplasmosi, una infezione dovuta a un parassita che si chiama Toxoplasma gondii. Questo vive nell’intestino di alcuni animali e anche nell’ambiente, quindi può entrare in contatto con l’organismo umano attraverso frutta e ortaggi crudi non ben lavati e carni crude, compresi i salumi. Provoca sintomi lievi, simili a quelli di una forma influenzale, ma in gravidanza può causare problemi al feto, soprattutto se la toxoplasmosi viene contratta nel primo e secondo trimestre.

Il toxotest va eseguito non appena ci si accorge di essere in attesa di un bambino o, meglio ancora, quando si sta progettando una gravidanza. Si effettua con un prelievo di sangue venoso dall’avambraccio, anche in occasione di altri controlli, come per esempio l’emocromo. Vengono analizzate le IgG e IgM specifiche, che sono anticorpi diretti contro la toxoplasmosi. Se la donna è già immunizzata, non è necessario ripetere il test.

Rubeotest: quando e come si fa

Il rubeotest si effettua per sapere se una donna in età fertile è immune contro la rosolia. Questa malattia esantematica, caratterizzata da febbre, malessere e comparsa delle tipiche macchioline rosa sulla pelle, se contratta durante la gravidanza, è molto pericolosa per il feto.

Il virus della rosolia riesce a superare la barriera della placenta e a causare malformazioni, sordità, aborto spontaneo o morte intra-uterina. In alcuni casi può provocare la sindrome della rosolia congenita (SRC), responsabile di iposviluppo al momento della nascita e, negli anni, ritardo nella crescita e nello sviluppo.

Il rubeotest andrebbe effettuato da tutte le donne in età fertile, in modo particolare se si sta progettando una gravidanza, ma non solo: è importante sapere subito, fin dall’adolescenza, se si è avuta la rosolia oppure se si è sensibili al contagio. Per sicurezza, il rubeotest andrebbe effettuato anche se la donna è sicura di avere contratto l’infezione che, se in forma molto lieve, potrebbe non avere prodotto riposta immunitaria con anticorpi. L’esame si svolge con un prelievo di sangue venoso dall’avambraccio, non richiede digiuno (a meno che il sangue prelevato non sia utilizzato anche per altre indagini che lo richiedano, come per esempio la glicemia).

Non più obbligatorio ma ancora utilissimo

Secondo le nuove indicazioni del Ministero della Salute per la gravidanza fisiologica, lo screening per la rosolia non è più raccomandato tra gli esami da eseguire entro la 13a settimana di gravidanza, per diverse ragioni.

Da alcuni anni, infatti, non si rilevano episodi di rosolia nella popolazione; da ancora più tempo non si è verificato alcun caso di bambino nato con rosolia congenita perché la madre aveva contratto l’infezione in gravidanza.

Inoltre, la copertura vaccinale ha raggiunto tassi molto elevati, con la trivalente morbillo-parotite-rosolia oppure con la quadrivalente (che comprende anche il vaccino contro la varicella) ed esistono controlli sanitari molto accurati per individuare eventuali episodi di infezione.

Tuttavia, il rubeotest è un esame importante perché permette di sapere se si rischia l’infezione. Va quindi effettuato con consapevolezza ed è gratuito presentando la richiesta del medico o del ginecologo.

Risultati

Per il toxotest e il rubeotest i risultati possono essere diversi e, caso per caso, la donna può stare tranquilla oppure prendere provvedimenti. Ecco quali sono le possibili situazioni che si presentano.

Risultati del toxotest

Il toxotest valuta gli anticorpi (o immunoglobuline) specifici per la toxoplasmosi IgG (che indicano un’infezione avvenuta in passato) e IgM (che indicano un’infezione recente o in corso). 

Si parla di risultato negativo per il test della toxoplasmosi, quando sia le IgG sia le IgM sono negative: significa che la donna non ha mai contratto l’infezione del Toxoplasma e quindi può ammalarsi. Durante la gravidanza deve ripetere il test ogni 4-6 settimane e seguire alcune importanti regole, come evitare carni crude, consumare verdura e frutta cotte oppure sbucciate o lavate con molta cura e utilizzare sempre i guanti per l’igiene della lettiera del gatto.

Il risultato è positivo quando sono positive le IgG e le IgM, oppure una delle due. In particolare:

  1. se le IgG sono positive e le IgM negative, la donna è protetta grazie a un’infezione avvenuta nel passato e quindi il rischio di una nuova infezione è praticamente inesistente in caso di gravidanza presente o futura e anche nelle successive
  2. se le IgG sono negative e IgM positive, la donna è considerata a rischio perché potrebbe essere il segnale di una infezione in fase iniziale, poiché le IgG (che sono gli anticorpi presenti in caso di infezione passata) non sono ancora presenti e potrebbe quindi trattarsi di un falso positivo per le IgM. È dunque necessario effettuare un secondo controllo a distanza di due-tre settimane
  3. se le IgG sono positive e le IgM anche, significa che c’è infezione attiva o recente. Se la donna è già in gravidanza, si procede con il test dell’avidità anticorpale per la toxoplasmosi, che occorre per capire se l’infezione è ancora in atto. In caso di gravidanza, il bambino potrebbe correre rischi per la salute.

I valori del test dell’avidità anticorpale sono i seguenti:

  • inferiore a 0,2: avidità bassa, infezione recente, meno di quattro mesi
  • 0,2-0,3: avidità intermedia, infezione avvenuta da circa quattro mesi
  • superiore a 0,3: avidità alta, infezione che è avvenuta da più di quattro mesi.

Risultati del rubeotest

Anche in questo caso vengono valutate sia le IgG, che indicano un’infezione avvenuta tempo fa, sia le IgM, prodotte in caso di infezione recente. Ecco i possibili risultati:

  • Risultato negativo, quando sia le IgG sia le IgM sono negative: significa che la donna non è mai entrata in contatto con il virus della rosolia e che non è mai stata vaccinata e quindi è soggetta al rischio di infettarsi
  • Se le IgG sono positive e le IgM negative, vuol dire che c’è immunità. La persona ha eseguito il vaccino oppure ha contratto in passato l’infezione in modo naturale e ha sviluppato gli anticorpi. È quindi protetta dal rischio di rosolia in caso di gravidanza
  • Se le IgG sono negative e le IgM positive, c’è un’infezione in fase iniziale
  • Risultato positivo, quando sia le IgG sia le IgM sono positive. In questo caso l’infezione è acuta o recente.

Quando preoccuparsi

In caso di toxotest e rubeotest positivi, è sempre bene ricordare che oggi la medicina è in grado di affrontare le situazioni più rischiose.

Se a essere positivo è il toxotest e la donna aspetta un bambino, si segue una cura a base di antibiotici che bloccano la trasmissione dell’infezione al feto. Il toxotest ha proprio l’obiettivo di individuare una infezione in atto in gravidanza e la cura permette di scongiurare danni al nascituro.

Nel caso del rubeotest, la situazione è un po’ più complessa. Se è negativo, la vaccinazione, che è gratuita per tutte le donne, può essere effettuata solo nel caso in cui la donna non sia in attesa e il concepimento va evitato per almeno un mese.

Se il rubeotest è positivo, i rischi per la salute del feto sono elevati (circa il 90% di possibilità di danni) se l’infezione è stata contratta prima della 10a settimana di gravidanza, calando notevolmente dalla 10a settimana in poi e sparendo quasi completamente dalla 16a settimana. È opportuno parlarne con il ginecologo per effettuare un attento monitoraggio del feto per capire se la trasmissione in utero può avere comportato dei danni.

L’ideale sarebbe però non arrivare a questo punto, ma effettuare il vaccino anti-rosolia nell’infanzia o, se si è adulte e non è mai stato effettuato, sottoporvisi ben prima di pensare alla gravidanza, nella piena consapevolezza della sua utilità.

 
 
 

In breve

Il toxotest e il rubeotest sono importanti per capire se una donna in gravidanza è a rischio di contrarre toxoplasmosi o rosolia. Queste malattie, infatti, possono essere pericolose per la salute del feto soprattutto se prese nel primo trimestre.

 

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