Asma in gravidanza: curarla si può (e si deve). Ecco come

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 20/08/2019 Aggiornato il 22/08/2019

Contrariamente a quanto avveniva fino a qualche tempo fa, oggi l’ asma in gravidanza può e deve essere curata. Viceversa può anche determinare un parto prematuro

Asma in gravidanza: curarla si può (e si deve). Ecco come

L’ asma in gravidanza non curata può portare a parto prematuro, minor peso alla nascita e maggiore fragilità del neonato. Mentre fino a poco tempo fa la tendenza era quella di non somministrare alla futura mamma asmatica alcun farmaco per paura degli effetti sul bambino, studi più recenti concordano invece nel ritenere che controllare l’asma sia fondamentale per ridurre diversi problemi per il feto legati alle difficoltà respiratorie della madre.

Se i sintomi peggiorano

Come spiega Francesca Giovannelli, specialista in pneumologia, “nel 90% dei casi i sintomi dell’asma in gravidanza rimangono uguali o, in alcuni casi, migliorano. Nel restante 10% però la situazione peggiora, soprattutto nel secondo e terzo trimestre”.

La terapia

Soprattutto se in gravidanza i sintomi dell’asma peggiorano “intervenire è di fondamentale importanza poiché l’asma in gravidanza non curata può portare a diverse conseguenze tra cui parto pretermine, minor peso del bimbo alla nascita, maggiore fragilità e carenza di ossigeno”, spiega la studiosa. Con quali farmaci? “La strategia oggi – conclude Giovannelli – è quella di somministrare beclometasone e fluticasone (farmaci antinfiammatori) in associazione a broncodilatatori a lungo termine”.

 

 

 
 
 

In breve

UN ESERCITO DI ASMATICI

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità in tutto il mondo sono tra i 100 e i 150 milioni le persone che soffrono di asma. In Italia si stima che ogni anno circa nove milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria e quattro milioni ricorrono a cure.

 

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