Sindrome di Down: utile la colina in gravidanza e allattamento

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/11/2013 Aggiornato il 06/11/2019

Secondo un recente studio, l’uso di colina in gravidanza e allattamento potrebbe aumentare le funzioni cerebrali di feti e bambini con sindrome di Down

Sindrome di Down: utile la colina in gravidanza e allattamento

Qualunque donna farebbe il possibile per aiutare il suo bambino, a maggior ragione se affetto dalla sindrome di Down. In futuro, le mamme potrebbero effettivamente fare qualcosa per migliorare le condizioni di un bebè con la trisomina 21.

Secondo uno studio condotto sui topi da un gruppo di ricercatori americani, infatti, assumere integratori a base di colina durante la gravidanza e l’allattamento potrebbe migliorare le funzioni cerebrali dei feti e dei bambini con sindrome di Down.

Una sostanza fondamentale

La colina è una sostanza essenziale per la costituzione delle membrane cellulari e la trasmissione degli impulsi nervosi. Solo una piccola parte viene sintetizzata dall’organismo. Il resto arriva dall’alimentazione. I cibi più ricchi di colina sono uova, carne, vegetali come i broccoli e i cavolfiori, semi di soia, germe di grano, latte materno.

Come è stata condotta la ricerca

La ricerca, effettuata da alcuni studiosi della Cornell University e pubblicata sulla rivista Neurobiology of Disease, ha riguardato un gruppo di topi con sindrome di Down. Gli autori li hanno sottoposti a un particolare test: in pratica, li hanno messi in un labirinto nell’acqua, studiandone i comportamenti.

Hanno così scoperto che quelli le cui mamme avevano assunto supplementi di colina in gravidanza e allattamento riuscivano a ottenere risultati migliori. Avevano un migliore senso dell’orientamento e maggiori capacità di autocontrollo.

Servono altri studi

Quanto scoperto dagli esperti americani è sicuramente interessante. Tuttavia, non si hanno ancora evidenze per affermare con certezza che assumere durante la dieta in gravidanza integratori a base di colina è utile nelle mamme di figli con sindrome di Down.

Sicuramente, però, va ricordato che durante i nove mesi il fabbisogno di colina aumenta notevolmente. Si tratta, infatti, di una sostanza necessaria per la neurogenesi, ossia la formazione di neuroni, nell’ippocampo, l’area del cervello fondamentale per la memoria e la cognizione spaziale. Questa sostanza, inoltre, favorisce il corretto sviluppo cerebrale del feto. 

In breve

NON PUO’ ESSERE PREVENUTA

La sindrome di Down è un’anomalia genetica che non può essere prevenuta e, al momento, nemmeno curata. Per sapere se il feto ne è effetto si può ricorrere a esami come la villocentesi e l’amniocentesi. 

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