Alcol in gravidanza: la dose sicura è pari a zero

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 16/01/2019 Aggiornato il 16/01/2019

I ginecologi ricordano l’importanza di astenersi dal consumo di alcol dall’inizio alla fine della gravidanza e, preferibilmente, anche prima. I rischi sono alti, fin da subito

Alcol in gravidanza: la dose sicura è pari a zero

Offrire al proprio figlio la possibilità di essere sano significa fare prevenzione già in fase preconcezionale: nel momento in cui ci si accorge di essere incinta, infatti, molti organi e apparati si sono già formati e, in caso di esposizione ad agenti pericolosi come l’ alcol in gravidanza, il danno sull’embrione potrebbe essere già avvenuto.

Consumi in aumento

È l’allarme della Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia). Risulta in aumento il consumo di alcol tra le donne in età fertile: in Italia oltre il 65% lo consuma, una percentuale superiore a quella di 30 anni fa. Si stima che circa il 10% dello donne a livello mondiale assuma alcol in gravidanza e 1 su 67 donne partorisce un neonato affetto da Fas (Sindrome feto-alcolica). Ciò significa che, in media, circa 15 bambini su 10.000 nati in tutto il mondo (circa 119.000 ogni anno). In alcune regioni europee circa un quarto di donne consuma alcol in gravidanza, con una conseguente maggiore prevalenza della sindrome feto-alcolica, che risulta essere da 2 a 6 volte superiore alla media globale.

Gravi interferenze

L’alcol è una sostanza psicoattiva capace di interferire con l’assorbimento dei nutrienti, compromettendo l’apporto di sostanze necessarie alla mamma e al feto, con conseguente possibile carenza di micronutrienti (vitamine, omega-3, acido folico, zinco, colina, ferro, rame, selenio).  Se assunto in gravidanza, è in grado di causare anomalie anatomiche e funzionali nel feto, che saranno poi rilevate nel neonato o nell’infanzia e nell’età scolare.

Zero assoluto

Non esiste una dose sicura di alcol in gravidanza. L’Organizzazione mondiale della sanità, il ministero della Salute e le Società scientifiche raccomandano l’astensione completa. Quello assunto dalla mamma attraversa facilmente la placenta e arriva al feto in una quantità praticamente uguale a quella assunta dalla donna e il feto non possiede gli enzimi necessari per metabolizzarlo. Nessuna evidenza scientifica ha dimostrato l’esistenza di una soglia minima considerata sicura. La credenza comune che bere piccole quantità in gravidanza non sia dannosa per il feto è dunque errata.

 

 
 
 

Da sapere!

Un bicchiere di vino, una birra o un superalcolico contengono la stessa quantità di alcol (12 grammi). Attenzione anche ai cibi che possono contenere alcol, come dolci e cioccolatini.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola le settimane di gravidanza

Calcola la data presunta del parto

Calcola il peso del feto

Calcola la lunghezza del feto

Scegli il nome del tuo bambino

Controlla i valori Beta HCG

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti