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Comprendere come vive la gravidanza il papà è tutto fuorché semplice. L’arrivo di un figlio è un evento che cambia entrambi i genitori nel profondo perché la gravidanza è un lungo ed emozionante viaggio, molto intenso dal punto di vista emotivo sia per la donna che per l’uomo.
Nonostante sia principalmente la futura mamma a vivere cambiamenti importanti – basti pensare alla crescita della pancia e agli sbalzi ormonali – anche l’uomo affronta nel corso delle settimane di gestazione un percorso personale altamente sfidante e da non sottovalutare.
È importante, quindi, che il futuro papà sia consapevole e partecipe di quello che sta accadendo, così da essere pronto all’arrivo del neonato.
Cosa prova il papà dopo l’annuncio della gravidanza
Chiedere a un papà come si è sentito dopo l’annuncio della gravidanza apre un’infinità di scenari perché capire cosa prova un uomo quando diventa padre è molto più complesso di quel che può sembrare.
Agli uomini occorre più tempo per realizzare cosa significhi realmente avere un figlio e accoglierlo nella propria vita. Mentre la donna intreccia sin da subito un legame con il bambino che cresce dentro di lei, l’uomo tende a maturare la consapevolezza della nuova vita in arrivo con più lentezza nel corso delle settimane.
Le reazioni all’annuncio della gravidanza sono estremamente soggettive. Alcuni futuri papà si concentrano sull’organizzazione del post parto senza godersi “il viaggio”, altri si buttano a capofitto nel lavoro, rimandando la presa di coscienza. In realtà, il papà dovrebbe essere quanto più possibile coinvolto durante la gestazione. Il suo ruolo è focale: oltre a prepararsi a diventare genitore, deve rendere serena la futura mamma e farla sentire protetta e al sicuro, supportandola nei nove mesi di gravidanza e aiutandola a superare paure e dubbi.
Non è raro che anche gli uomini sviluppino timori e angosce, insieme a una disturbante sensazione di inadeguatezza circa la capacità di essere un buon padre. In molti casi chi si appresta a diventare papà ripensa alla propria esperienza di figlio, confrontandosi con il modello paterno di riferimento. In questa prima fase il futuro papà interiorizza ciò che vorrebbe rivivere con il proprio figlio e rigetta quello che, invece, non reputa giusto o comunque non in linea con la propria idea di paternità.
Anche negli uomini avvengono dei cambiamenti
Recenti studi hanno dimostrato che anche negli uomini, fin dai primi mesi della gravidanza della loro compagna, avvengono dei cambiamenti fisici.
Si tratta perlopiù di variazioni ormonali come l’aumento di estradiolo, ossitocina e prolattina, da cui derivano una riduzione dell’aggressività e l’intensificarsi della sfera affettiva ed emotiva.
Il futuro papà, inoltre, può vivere in prima persona i disturbi tipici delle prime settimane di gravidanza, come la nausea, i crampi alle gambe, la stanchezza e perfino l’aumento di peso. Questo corredo di sintomi ha un nome: gli esperti parlano di sindrome della couvade (ovvero della “covata”). In sostanza, quando tra i due partner c’è una profonda empatia, il padre tende a somatizzare e a partecipare all’esperienza della gestazione in prima persona, come se la stesse vivendo in modo diretto.
È stato anche dimostrato che i padri, proprio come le madri, hanno una naturale predisposizione all’accudimento del bambino. A fare la differenza è la modalità con cui questo atteggiamento si manifesta: seppure con alcune eccezioni, la madre è biologicamente sempre pronta ad accudire il suo piccolo, mentre questa capacità del padre necessita di essere in qualche modo “educata” e “attivata”. Ne deriva non solo che il futuro papà dovrebbe prepararsi alla nascita tanto quanto la futura mamma, ma che ne ha addirittura più bisogno.
Come aiutare il futuro papà a sentirsi partecipe e coinvolto
Può capitare che il papà faccia fatica a giocare con il neonato o che lo avverta perfino come un “intruso” nelle sue prime settimane di vita. Tutto questo accade, nella maggior parte dei casi, quando l’uomo non ha vissuto la gestazione della propria compagna con coinvolgimento.
Molti uomini lamentano di sentirsi esclusi o addirittura di percepirsi come terzi incomodi, quasi come se fossero di troppo, e questo determina che il padre spesso finisca per essere completamente assente in gravidanza. Negli ultimi anni, fortunatamente, si sta prestando più attenzione al ruolo del papà, non solo come supporto alla futura mamma ma come figura a sé.
Un primo modo per accompagnare gli uomini lungo il percorso della genitorialità consapevole è incentivare la loro presenza ai corsi preparto. Alle volte, però, questo può non essere sufficiente: alcuni papà, per esempio, hanno bisogno di avere uno spazio a loro dedicato, in cui potersi confrontare con psicologi e terapeuti. A tal proposito, stanno prendendo sempre più piede i cosiddetti Cerchi dei papà, gruppi di auto-aiuto in cui padri esperti aiutano i neo-papà e i futuri papà a riflettere sulla paternità e a condividere le loro emozioni.
È importante, inoltre, la partecipazione ai controlli durante la gravidanza ed essere presenti alle ecografie. In questo modo, la futura mamma e il futuro papà iniziano a sentirsi una coppia di genitori. Torna utile, al fine del coinvolgimento dell’uomo in gravidanza, affidargli compiti concreti e specifici come aiutare a preparare la borsa parto, acquistare e montare il seggiolino dell’auto e organizzare le prime settimane dopo la nascita del bambino partecipando attivamente alla nuova routine.
A tutto questo ovviamente si lega un altro importante tassello, ovvero quello relativo ai permessi e ai congedi sul lavoro. Un aspetto su cui, nel nostro Paese, c’è ancora tanto da fare.