Il Dottor Leo Venturelli, pediatra di famiglia, è il responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale). Sul sito BimbiSanieBelli.it risponde alle domande relative alle cure e alle malattie del bambino.
Gli starnuti possono essere sintomo di un raffreddore o di un'allergia. Se sono frequenti nell'arco di una giornata e persistono per giorni è bene consultare il pediatra. »
Una mamma che non ce la fa più ad allattare di notte un bambino già gradicello, ha tutto il diritto di smettere di farlo senza per questo sentirsi in colpa. »
Se da sempre una bimba ha poco appetito e cresce di conseguenza, si è autorizzati a credere che si tratti di una caratteristica "costituzionale", che non richiede particolari indagini. Spetta comunque al pediatra curante decidere sull'opportunità di indagare. »
Una mamma che allatta può sottoporsi alla vaccinazione anti Covid-19 anche se dopo alcuni giorni il suo bambino dovrà effettuare la prima vaccinazione esavalente. »
Per capire se particolari comportamenti di un neonato rientrano nella normalità o sono segno di un problema, è necessario un controllo pediatrico "dal vivo". »
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
Se il test di gravidanza è negativo si può escludere la gravidanza, tuttavia le irregolarità mestruali non possono essere automaticamente attribuire alla premenopausa se la donna non ha neppure 40 anni. »
ll tampone vaginale e cervicale si può certamente effettuare in gravidanza senza alcun rischio, anzi, in caso di infezione è fondamentale sapere quale sia il germe implicato per poter procedere con la terapia farmacologica più adatta. »
Concepire con una sola tuba aperta è possibile, a meno che anche questa non sia interessata da un'alterazione funzionale (eventualità che non è possibile stabilire). »
I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli. »