Infertilità femminile: tra le cause dieta, peso, fumo e tiroide

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 26/11/2018 Aggiornato il 26/11/2018

Cercare di capire che cosa favorisce l’infertilità femminile è il primo passo per cercare di avere un bebè: ecco a cosa prestare attenzione

Infertilità femminile: tra le cause dieta, peso, fumo e tiroide

Una coppia su 5 soffre di infertilità. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il 15% delle coppie in età fertile fatica ad arrivare a una gravidanza e spesso è colpa dell’ infertilità femminile. Una situazione spesso sottovalutata e che comporta anche conseguenze di carattere psicologico.

Fattori di rischio “classici” e no

Le principali cause di infertilità femminile riguardano ostruzioni e disfunzioni tubariche, turbe ovulatorie, endometriosi, malformazioni uterine, ridotta riserva ovarica e poliabortività. Oltre alle patologie dell’apparato riproduttivo, nelle quali rientrano anche le malattie sessualmente trasmissibili, però, tra le cause di infertilità femminile ci sono anche i fattori di rischio collegati all’adozione di stili di vita scorretti, quali abuso di alcol, dieta non equilibrata, sedentarietà, fumo e uso di droghe.

Attenzioni a tavola

Secondo studi recenti, per esempio, le donne che cercano una gravidanza dovrebbero aumentare il consumo di cereali integrali, acidi grassi omega-3, pesce e soia e ridurre il consumo di grassi trans e carne rossa. Inoltre, un multivitaminico giornaliero che contenga acido folico da assumere prima e durante il periodo della gestazione può migliorare le possibilità di raggiungere e mantenere la gravidanza. 

No ai chili di troppo

Per quanto riguarda le cause di infertilità femminile, problemi di ovulazione, danni a carico delle ovaie e degli ovuli sono alcune delle principali conseguenze del fumo sull’infertilità femminile. Un altro fattore di rischio è il sovrappeso. Gli effetti negativi sulla fertilità sono noti, ragion per cui gli specialisti consigliano sempre di cercare una gravidanza quando si ha un peso nella norma, per essere in grado di affrontare meno rischi e non avere un impatto negativo sulla salute del bambino.

Diabete e tiroide

Tra gli elementi da tenere in considerazione ci sono anche il diabete e le disfunzioni tiroidee. Nelle donne gli ormoni tiroidei influenzano l’attività degli ovociti e la recettività dell’endometrio nell’utero. Sia in caso di ridotta o aumentata funzionalità della tiroide, ipotiroidismo e ipertiroidismo, si hanno più frequenti interruzioni di gravidanza, malformazioni e complicanze.

 
 
 

Da sapere!

Altri fattori determinanti sono l’inquinamento ambientale e la scelta di avere il primo figlio in età avanzata, in media a 31 anni, quando la fertilità ha già iniziato il suo declino.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti