Legge 40 sulla fecondazione: i giudici contro il divieto all’eterologa

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/04/2013 Aggiornato il 08/04/2013

Ancora una bocciatura dai tribunali per la legge 40 che regola la fecondazione assistita in Italia. Il no all’eterologa sarebbe in contrasto con i diritti costituzionali

Legge 40 sulla fecondazione: i giudici contro il divieto all’eterologa

Non è la prima sentenza contro la legge 40, la contestata normativa che regola in Italia la procreazione medicalmente assistita. Tanto è vero che è la sesta volta che il testo ritorna davanti alla Corte Costituzionale. Adesso sotto accusa è la fecondazione eterologa, proibita dalla legge 40.

Se l’ovulo o lo spermatozoo non appartengono alla coppia

La fecondazione eterologa, quella negata dalla legge 40,  è la possibilità di concepire, con i metodi i procreazione assistita, tramite la donazione di cellule riproduttive esterne alla coppia, quindi spermatozoi o ovuli dati da un donatore di cui magari non si conosce nemmeno l’identità. Questo è consentito nella maggior parte dei Paesi europei, ma non in Italia. Una coppia italiana può infatti recarsi all’estero, per esempio in Spagna o in Svizzera, ed eseguire i trattamenti per la fecondazione eterologa. Non può invece farlo in centri pubblici o privati italiani.

Lede il diritto di uguaglianza

Il Tribunale civile di Milano, in un’ordinanza deposta il 29 marzo scorso, afferma che il divieto alla fecondazione eterologa lede diritti costituzionali. E per questo i giudici chiedono di nuovo alla Consulta di pronunciarsi in merito. La legge 40 con la negazione della possibilità di attuare la fecondazione eterologa lederebbe il diritto fondamentale all’autodeterminazione della coppia, il principio di uguaglianza tra le coppie e il diritto alla salute. Nell’ordinanza viene inoltre evidenziato che “il divieto normativo presente nella legge 40 condiziona la possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili nel proprio diritto di determinare la propria condizione genitoriale e, quindi, di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita famigliare”.

Decide la Consulta

Adesso occorre aspettare che la Corte Costituzionale si pronunci in merito. Gli avvocati che hanno portato avanti la causa sono ottimisti e confidano in una soluzione positiva in modo che “entro qualche mese, forse entro la fine dell’anno, tutte le coppie in Italia possano avere accesso alla fecondazione eterologa”.

In breve

LA CAUSA INIZIATA NEL 2010

Il contenzioso ha avuto inizio nel 2010 quando una coppia, affetta da “azoospermia completa”, ha presentato ricorso al Tribunale civile di Milano per poter accedere alla fecondazione eterologa in Italia, vietata dalla legge 40. Ora, dopo l’ordinanza del Tribunale, si aspetta la decisione della Consulta. 

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