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Sembra proprio che i tic possano essere curati o, per usare le parole dei ricercatori italiani, spenti attraverso un interruttore. Pubblicato sulla rivista Scientific Reports, lo studio condotto da Marco Bortolato, dell’Università dello Utah, e Graziano Pinna, dell’Università dell’Illinois, ha indagato la sindrome di Tourette portando alla luce un meccanismo naturale alla base dei tic, che sono peculiarità della sindrome stessa.
L’incidenza dello stress
Dalla ricerca, condotta su animali, viene inoltre indicata una possibile cura attraverso l’impiego di farmaci specifici. L’azione dei farmaci si concentrerebbe, infatti, sui livelli di un ormone causa di stress, regolarizzandoli. Se un paziente è affetto da sindrome di Tourette o da altre patologie caratterizzate da movimenti involontari, pare che stress e tensione non possano far altro che aggravare la situazione. Ciò è dovuto a una crescita del livello di allopregnanolone, un ormone legato appunto allo stress.
Oscillazioni ormonali
Somministrando allopregnanolone agli animali, gli studiosi hanno evidenziato un aumento di tic. Di contro, l’utilizzo di farmaci in grado di agire su questo particolare ormone, abbassandone il livello, porta i tic a diminuire sostanzialmente, sia per intensità sia per frequenza. Lo studio dà seguito a ricerche precedenti e apre la strada a interessanti sviluppi terapeutici. L’obiettivo ovviamente è quello di migliorare la condizione sia di chi soffre di semplici tic sia di chi è afflitto da patologie più serie, sempre caratterizzate da movimenti involontari, agendo in modo mirato sull’ormone-interruttore che ne è la causa.
Da sapere!
La sindrome di Tourette presenta una grande varietà di tic associati e colpisce soprattutto durante l’infanzia. In generale, a soffrire di disturbi legati ai tic è circa il 5% dei bambini. Questi movimenti involontari possono essere motori o fonici.