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Molti genitori alle prese con i “terribili due”, cioè la fase di profondo cambiamento che sperimentano quasi tutti i bimbi verso i due anni, aspettano solo la fine di questo periodo per tirare un sospiro di sollievo. Quello che probabilmente non sanno è che subito dopo potrebbero avere a che fare con un threenager, cioè un adolescente di tre anni. Questa parola che fa parte del linguaggio colloquiale inglese unisce infatti i termini “three” (cioè tre) e “teenager”, adolescente. Questo termine di solito indica un bimbo di tre anni che mostra atteggiamenti da adolescente, come ad esempio rabbia, frustrazione, impertinenza, aggressività e comportamenti dispotici e provocatori. Molti esperti sostengono che a tre anni i bimbi stiano cominciando il loro lungo percorso verso l’indipendenza: di solito amano imitare adulti e amichetti più grandi, tendono ad arrabbiarsi per i cambiamenti della loro routine, cominciano a sviluppare le basi del linguaggio e a rispettare alcune regole di comportamento. Questa consapevolezza di “saper fare” li porta a voler essere più indipendenti, un desiderio che però si scontra con il bisogno oggettivo dei suoi genitori e con una mancanza di capacità di autoregolamentazione. Vediamo insieme di cosa di tratta, come affrontare questa fase e quanto dura!
L’identikit del threenager
Vi state chiedendo come riconoscere un threenager? Ci sono alcuni segnali che possono indicarcelo:
- il piccolo ha difficoltà a esprimere e gestire forti emozioni e questo spesso si traduce in urla e pianti;
- pone continuamente domande agli adulti. Quella preferita potrebbe essere “perché?”;
- rifiuta di svolgere alcuni compiti per lui faticosi;
- si oppone alle regole;
- si rifiuta di fare il sonnellino pomeridiano perché ormai si sente grande;
- vuole scegliere gli abiti da indossare senza imposizioni da parte dei genitori e li confronta con quelli degli altri;
- ha una certa tendenza a combinare guai;
- vive in bilico tra la voglia di sperimentare e il bisogno di sicurezza dato dai genitori.

Foto di yohoprashant da Pixabay
Quanto dura la fase threenager?
Quella da threenager è una fase di crescita fisiologica, ma non tutti i bambini la manifestano con la stessa intensità. Non si può nemmeno indicare una tempistica valida per tutti, anche se nella maggior parte dei casi inizia e finisce nel giro di pochi mesi o di un anno al massimo, anche se a volte si può prolungare anche oltre: molto dipende dal carattere del bimbo e dalla sua capacità di autocontrollo.
Come gestire i threenager e come comportarsi
Molti genitori si trovano spiazzati di fronte a questi comportamenti da parte del loro bambino. Ci sono alcuni consigli che si possono mettere in pratica per gestirli al meglio, anche se ogni famiglia dovrà trovare la propria strategia:
- rispondere con spiegazioni corrette e pazienti a tutti i “perché?” del proprio bambino;
- cercare di insegnare a piccoli passi l’autocontrollo, ad esempio chiedendogli di aspettare con pazienza il proprio turno mentre si gioca;
- stabilire una routine che aiuti a rendere più tranquille e serene le giornate;
- lasciargli del tempo per giocare e per esprimere liberamente la sua fantasia;
- coinvolgere il bambino nelle attività degli adulti con piccoli compiti alla sua portata;
- stabilire poche regole chiare, condivise con tutta la famiglia e da rispettare in maniera tassativa;
- incoraggiare il bambino ad esprimere le proprie emozioni, aiutandolo a trovare le parole per farlo: questo lo farà sentire compreso e accolto;
- evitare reazioni eccessive da parte degli adulti, anche nei momenti di esasperazione: critiche severe e dure punizioni possono infatti provocare l’effetto opposto, inasprendo gli atteggiamenti provocatori del bimbo;
- cercare di essere empatici e pazienti, comprendendo il momento difficile che il piccolo sta vivendo;
- dare il buon esempio mantenendo la calma e la tranquillità anche di fronte agli atteggiamenti più provocatori e ribelli.
Foto di copertina di IamFOSNA da Pixabay
In breve
Avete mai sentito parlare di threenager? Sono bambini di tre anni che hanno però atteggiamenti da adolescenti ribelli, dettati dalla loro voglia di sperimentare e di “fare cose da grandi”. Ecco cosa sapere.