Sonno dei bambini: durante la pandemia è durato 40 minuti in più

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 26/10/2021 Aggiornato il 26/10/2021

Uno studio australiano ha scoperto che lo smartworking dei genitori ha favorito il sonno dei bambini. Con benefici per la salute

Sonno dei bambini: durante la pandemia è durato 40 minuti in più

Almeno un aspetto positivo c’è stato per i bimbi durante i lockdown: secondo una ricerca della Flinders University in Australia, pubblicata sulla rivista Sleep Medicine i bimbi con i genitori che lavoravano da casa hanno dormito di più, in media 40 minuti aggiuntivi per notte. La pandemia ha dunque favorito il sonno dei bambini.

La ricerca sul sonno

La ricerca è stata svolta su un campione di 1.518 bambini statunitensi di età compresa tra 1 e 18 mesi e, per misurare i cambiamenti nei bambini e nei loro genitori vissuti durante il lockdown negli Stati Uniti, i ricercatori hanno utilizzato una tecnologia di videosonnografia automatica all’avanguardia per raccogliere metriche oggettive del sonno e questionari online compilati dai genitori. È stato effettuato un confronto tra metà dei bambini alla fine del 2019 e l’altra metà un anno dopo, a novembre-dicembre 2020. 

Effetti positivi dello smartworking

I risultati dello studio hanno mostrato che i piccoli durante la pandemia hanno dormito in media per circa 40 minuti in più durante la notte. L’ipotesi è che i genitori trascorressero più tempo con i loro figli durante il giorno, motivo per cui erano probabilmente meno inclini a tenerli svegli più a lungo. 
Il team di ricerca afferma che è quindi possibile che la differenza sia dovuta al fatto che i genitori lavorassero da casa.

Troppa Tv

C’è anche un risvolto negativo però: dalla ricerca è emerso che i bambini più grandi del gruppo osservato durante la pandemia trascorrevano anche 18 minuti in più di tempo davanti allo schermo ogni giorno. I genitori potrebbero essere stati più propensi a utilizzare la Tv e altri dispositivi per tenerli occupati, in modo da poter concentrarsi sul lavoro o sulle faccende domestiche. I genitori hanno anche riferito di avere maggiori probabilità di avere sintomi di depressione, nonostante sembrassero aver dormito leggermente meglio.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Secondo un sondaggio dell’Istituto Gaslini di Genova() sono stati soprattutto gli adolescenti ad avere disturbi del sonno durante la pandemia. In questa fascia di età è stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al cosiddetto “ritardo di fase” (adolescenti che vanno a letto molto più tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di jet lag domestico. 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Secrezioni vaginali abbondanti a sei mesi dal parto: cosa segnalano?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La comparsa di perdite trasparenti, prive di odore e non associate a particolari sintomi potrebbe essere espressione della ripresa dell'attività ovarica. Ma per avere la certezza che non si tratti di altro è meglio effettuare un controllo.   »

Gemelli: perché sono diversi?

31/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Se i gemelli sono dizigoti è normale che abbiano un aspetto differente, anche per quanto riguarda il colore di occhi e capelli. Questo perché, a differenza dei gemelli monozigoti, non condividono un identico patrimonio genetico.   »

Streptococco: dare l’antibiotico “solo” per sei giorni favorisce le ricadute?

24/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

In caso di infezioni batteriche, la tendenza attuale è di ridurre la durata della terapia con antibiotico sia perché si rivela ugualmente efficace sia in quanto un trattamento breve diminuisce il fenomento dell'antibiotico-resistenza, che rappresenta una grave minaccia per la salute di tutti.   »

Fai la tua domanda agli specialisti