Punizioni controproducenti: spingono a ripetere gli errori

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 07/05/2018 Aggiornato il 07/05/2018

Dividono sempre tra favorevoli e contrari. Eppure anche una nuova ricerca conferma: punizioni controproducenti

Punizioni controproducenti: spingono a ripetere gli errori

Tanto si è detto e si continua a dire sull’educazione: spopolano gli articoli sui metodi per crescere i bambini felici e sicuri di se stessi, fieri cittadini di domani. Diverse teorie si incontrano e, a volte, si scontrano. Uno degli argomenti che genera più dibattito è “punizioni sì, punizioni no”. Alcuni genitori e insegnanti sono, infatti, convinti che, in seguito a un’azione scorretta, sia giusto punire i bambini per far capire loro di aver sbagliato. Altre correnti di pensiero, invece, ritengono le punizioni controproducenti: in pratica, non servano a nulla se non a spaventare.

Le ultime teorie

Ma cosa dice la scienza al riguardo? Sebbene una risposta certa e univoca è ancora lontana dall’essere data, uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Journal of Experimental Psychology: General dai ricercatori dell’Università di Würzburg (Germania) afferma che la strategia “punire per correggere” potrebbe non solo non funzionare ma essere addirittura controproducente, incentivando i “puniti” a reiterare gli errori.

Diversi esperimenti

Lo studio è stato svolto mediante diversi esperimenti condotti su persone di entrambi i sessi di età. Durante la ricerca il team guidato da Andreas Eder ha chiesto ai partecipanti di indicare, premendo un tasto, se il numero che lampeggiava su uno schermo fosse maggiore o minore di 5: per valori da 1 a 4 doveva essere premuto il pulsante di sinistra, mentre per i numeri da 6 a 9 quello di destra. I partecipanti avevano precedentemente appreso che pigiando uno dei due pulsanti ricevevano una scossa elettrica leggermente dolorosa: di conseguenza gli autori dello studio credevano che, al momento di dover premere il tasto “doloroso”, lo avrebbero fatto più lentamente.

Risultati opposti

Esattamente al contrario di ciò che si aspettavano, gli studiosi hanno constatato che i partecipanti allo studio, consci dell’elettrificazione del pulsante, tendevano a pigiare più rapidamente il tasto elettrificato rispetto al tasto non elettrificato, pur se consapevoli del dolore che avrebbero provato, confermando  le punizioni controproducenti.

La paura non è un deterrente

Attraverso un altro esperimento gli autori dello studio hanno rilevato che la velocità mostrata dai partecipanti nel premere il tasto non era dovuta – come verrebbe legittimamente da pensare – a una maggiore eccitazione associata alla paura di sperimentare dolore. I risultati dello studio, secondo gli autori, suggeriscono non solo che le punizioni da sole non bastano per impedire un comportamento indesiderato, ma che anzi, se ripetute con regolarità, potrebbero addirittura indurre le persone a reiterare i comportamenti per cui sono state punite e quindi ritengono le punizioni controproducenti. “Abbiamo dimostrato che le punizioni da sole non provocano automaticamente la soppressione del comportamento punito – conferma Eder -. Anzi: lo stimolo punitivo potrebbe addirittura facilitare l’esecuzione del comportamento indesiderato”.

 

Da sapere!

Altro argomento di grandi dibattiti soprattutto in caso di bambini piccoli riguarda le sculacciate: secondo i dati Unicef l’80% delle mamme e dei papà in tutto il mondo le utilizzano come mezzo educativo. Quasi unanime, invece, il biasimo di queste da parte degli educatori e psicologic.

 

 

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Creme cosmetiche usate a inizio gravidanza: ci sono rischi per il feto?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Le sostanze contenute nelle creme destinate a un uso cosmetico non comportano un aumento del rischio di malformazioni né altri pericoli per lo sviluppo dell'embrione e del feto. Questo vale anche per i prodotti contenenti vitamina A o suoi derivati.  »

Calendario mestruale: come si usa per rimanere incinta?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia.   »

Incinta a 46 anni: si può e, se sì, ci sono rischi?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In linea teorica, è possibile avviare e portare a termine una gravidanza anche in età molto matura, tuttavia si tratta di un evento eccezionale. in più, il rischio di avere un bambino con uno sbilanciamento cromosomico è alto.   »

Beta che aumentano tantissimo: cosa può essere?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Un aumento particolarmente alto del valore delle beta è generalmente un ottimo segno, a volte potrebbe anche esprimere che la gravidanza è gemellare.   »

Tosse dopo aver usato un prodotto per la pulizia della casa: ci sono rischi per il feto?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

La tosse che può comparire dopo aver accidentalmente respirato un prodotto tossico è conseguenza di un'irritazione locale che non può nuocere al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti