A cura di “La Redazione”Pubblicato il 19/12/2013Aggiornato il 19/12/2013
Un sonno corretto è importante: se i bambini vanno a letto ogni sera a orari diversi hanno maggiori possibilità di sviluppare problemi comportamentali
Dormire bene e in maniera regolare è importante non solo per gli adulti ma soprattutto per i bambini. Secondo un nuovo studio della University College London, pubblicato sulla rivista scientifica “Pediatrics”, i bambini che hanno un sonno irregolare, hanno maggiori possibilità di sviluppare problemi comportamentali, come iperattività, problemi a relazionarsi con i coetanei, difficoltà emotive.
Perché il sonno regolare è importante
Lo studio inglese ha analizzato i dati di più di diecimila bambini monitorati a tre, cinque e sette anni in relazione alle abitudini notturne. È emerso che andare a letto a orari irregolari sconvolge i ritmi naturali del corpo, favorendo la privazione del sonno e minando la maturazione sana del cervello e la capacità di controllare alcuni comportamenti dei bambini. Spiega Yvonne Kelly, autrice dell’indagine: “Non andare a dormire a un orario preciso induce uno stato psicofisico simile a quello del jet lag. Ne consegue che le interruzioni di sonno, soprattutto se si verificano in momenti chiave dello sviluppo dei bambini possono avere importanti ripercussioni sulla sua salute per tutta la vita”. E, infatti, i problemi risultati associati al sonno irregolare sono iperattività, problemi a relazionarsi con i coetanei, difficoltà emotive.
I rituali della buonanotte
Affinché i bambini possano beneficiare di un riposo davvero rigenerante è importante che vivano il momento della nanna in modo sereno. Può essere d’aiuto seguire alcuni rituali, come per esempio, leggergli una fiaba prima di spegnere la luce ed evitare che si sovraeccitino con dei giochi particolarmente vivaci prima di andare a dormire. Una buona abitudine è anche quella di fargli fare il sonnellino pomeridiano.
In breve
IL SONNO AIUTA ANCHE LA MEMORIA
Durante il sonno i ricordi vengono “archiviati” in maniera tale che il cervello possa avervi accesso e ritrovarli facilmente. La memoria a breve termine è appannaggio dell’ippocampo, ma il cervello lavora senza sosta per creare sempre nuove “stanze” nelle quali conservare ricordi e sensazioni.
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