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Negli ultimi mesi, i disturbi alimentari sono passati in seconda linea a causa della situazione sanitaria. In realtà, però, anoressia e bulimia sono aumentate a vista d’occhio. Le età sono disparate, con una forte tendenza allo sviluppo di anoressia, bulimia e obesità fra i 15 e i 25 anni. Per i ragazzi il cibo è diventato una scappatoia per affrontare i cambiamenti traumatici derivanti dall’emergenza sanitaria del Covid-19. Lo afferma Arianna Di Napoli, psicologa e psicoterapeuta cognitivo comportamentale specializzata nel trattamento di pazienti con disturbi del comportamento alimentare.
A rischio bambini e preadolescenti
Un’analisi dell’Osservatorio epidemiologico del ministero della Salute ha messo in evidenza un aumento di casi post lockdown del 30% tra bambini e preadolescenti. Il problema è stato evidenziato anche dall’Istituto Superiore della Sanità: rischio di ricaduta o peggioramento della problematica, aumento del rischio di infezione da Covid-19 in chi soffre di disturbi o disordini dell’alimentazione, possibile comparsa di questa tipologia di disturbo; senza considerare la scarsità di offerta di trattamenti psicologici e psichiatrici verificatesi nel corso dell’emergenza sanitaria. I disturbi alimentari hanno spesso origini traumatiche e la situazione legata alla pandemia è certamente un trauma per i più giovani che si sono trovati soli senza amici in una situazione di angoscia e magari di tensioni familiari dovute al lockdown. Sono, infatti, aumentate le richieste di ricoveri di minori di 14 anni.
Terapia online
Per far fronte alle restrizioni e ai limiti imposti dalla pandemia, i professionisti sanitari hanno incrementato la terapia online. Accanto alla psicoterapia è importante il ruolo delle associazioni e dei gruppi di pazienti, un ottimo alleato del percorso terapeutico perché crea un filo diretto tra chi aiuta e chi chiede aiuto e affianca in maniera efficace le cure mediche. Per esempio, con un percorso che si basa su tecniche di coaching mirate alla crescita di autostima e alla scoperta del proprio potenziale per superare i problemi con il cibo.
Da sapere!
Secondo il Ministero della Salute, in Italia, più di tre milioni di persone soffrono di disturbi alimentari, ma si stima possano essere di più, dal momento che circa il 40% non chiede aiuto o non riceve una diagnosi. Il trattamento psicoterapeutico accompagnato nelle forme più gravi a quello farmacologico consente di avere fino al 70% di guarigioni dei pazienti.
Fonti / Bibliografia
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