Come capire se è mughetto o latte?

Paola Risi A cura di Paola Risi Pubblicato il 01/04/2022 Aggiornato il 01/04/2022

Il neonato può essere spesso soggetto a un’infezione nota come mughetto, che può colpire sia le mucose della bocca sia quelle dell’area genitale. Nel primo caso, ecco come capire se è mughetto o latte

Come capire se è mughetto o latte?

Il mughetto è un’infezione della bocca piuttosto frequente nel neonato causata da un fungo, la Candida Albicans, che è anche responsabile di numerose infezioni dell’apparato genitale femminile. Questo microrganismo, normalmente presente sulla cute e sulle mucose (le membrane che ricoprono le cavità interne) e del tutto inoffensivo, può diventare aggressivo durante i primi 6 mesi di vita del bambino, per effetto dell’immaturità del suo sistema immunitario, o anche dopo tale scadenza in presenza di altri disturbi che limitino l’efficacia di questa barriera difensiva naturale. Ecco come capire se è mughetto o latte con i suggerimenti della dottoressa Silvana Torneo, pediatra.

Come si presenta il mughetto in bocca?

Il mughetto può essere facilmente riconosciuto grazie alle chiazze bianco-giallastre, simili a residui di latte, presenti all’interno di guance e labbra e, in alcuni casi, su gengive e palato. Soltanto raramente queste macchioline possono arrivare a formare un’unica patina biancastra che riveste l’interno delle guance e la lingua, provocando una sensazione di fastidio al bambino nel corso della poppata.  Ciò vale anche se l’infezione si estende alla gola che, infiammandosi, provoca dolore quando il piccolo deglutisce e rende più faticoso il suo pasto inducendo inappetenza, crisi di pianto e irritabilità. Ecco perché non è sempre facile capire se è mughetto o latte.

Come eliminare il mughetto?

Se si interviene subito, il mughetto tende a risolversi semplicemente grazie all’applicazione nella zona infetta di una medicazione a base di acqua e bicarbonato.  

È sufficiente:

– diluire un cucchiaino di bicarbonato in un litro d’acqua fatta bollire e poi raffreddare,

– passare una garza sterile imbevuta della soluzione con delicatezza sulle aree colpite,

– ripetere l’operazione 3-4 volte al giorno.

Quanto ci mette il mughetto a guarire?

Nel caso i sintomi dell’infezione non si riducano nell’arco di 48 ore, il pediatra potrebbe prescrivere un farmaco antimicotico (specifico contro i funghi) che, in genere, dopo qualche giorno, assicura la guarigione.

Può capitare, inoltre, che il neonato contagi la madre nel corso della poppata tramite il contatto della sua bocca con il capezzolo: un’eventualità più frequente in presenza di ragadi (taglietti che si formano sul capezzolo) o altre irritazioni dell’areola. Per prevenire questo rischio è utile seguire le seguenti norme igieniche:

–  detergere con cura i capezzoli prima e dopo il pasto, ricorrendo a garze sterili impregnate di acqua distillata o bollita e raffreddata (in commercio sono disponibili appositi dischetti detergenti),

–  sterilizzare tutti i suoi componenti, se si usa il biberon, bollendoli in acqua o usando gli appositi sterilizzatori,

–  applicare ai capezzoli lo stesso trattamento indicato per il bebè, neò caso la neomamma contragga l’infezione.

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Come togliere il mughetto dalla lingua del neonato?

Innanzitutto occorre capire se è mughetto o residui di latte. Nel primo caso, strofinare la lingua non serve a nulla, se non a irritare la zona ulteriormente. Servono invece delle applicazioni di acqua e bicarbonato effettuate con una garza sterile e, nei casi più ostinati, un farmaco antimicotico prescritto dal pediatra.

Come riconoscere la Candida da pannolino?

Questa infezione può interessare anche nella zona genitale, soprattutto nei casi in cui sia presente il cosiddetto eritema o dermatite da pannolino” (disturbo quasi sempre causato da un persistente contatto della cute del sederino con la pipì o le feci), in quanto ciò tende a favorire la proliferazione di questo fungo. Nella zona dei genitali il disturbo si manifesta tramite l’intenso arrossamento della pelle (rosso vivo) e la comparsa di rilievi ruvidi dal colore biancastro.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti