A cura di “La Redazione”Pubblicato il 10/04/2017Aggiornato il 10/04/2017
L’esame dei 20 metri aiuta a stabilire quali sono i bimbi a rischio cuore, ossia quelli che sono maggiormente esposti a sviluppare malattie cardiovascolari in futuro
Esiste un semplice test per individuare i bimbi a rischio cuore. Si tratta del test dei 20 metri o della navetta (Shuttle run test) e consiste nel far correre I bambini fino a coprire la distanza indicata a una velocità progressivamente crescente. Una prima valutazione può essere effettuata a scuola, per esempio dall’insegnante di educazione fisica, ed è un ottimo strumento per identificare i bimbi a rischio cuore, ossia quelli maggiormente esposti a una malattia cardiovascolare o a infarto in futuro. Il test dei 20 metri viene già utilizzato in Spagna e in molti Paesi europei per misurare la capacità aerobica dei bambini.
Quando scatta l’allarme
In base allo studio coordinato dall’Università spagnola di Grenada e pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, al di sotto dei livelli di fitness consigliati (massimo consumo di ossigeno di 42 e 35 ml/kg/min rispettivamente per i ragazzi e le ragazze), scatta l’allarme rosso. Per giungere a queste conclusioni, sono stati analizzati sette studi per un numero complessivo di 9mila bimbi e adolescenti, tra gli 8 e i 19 anni, di 14 diversi Paesi.
Limiti diversi per maschi e femmine
La percentuale di bambini e adolescenti a rischio di malattie cardiovascolari oscilla fra il 6 e il 39 per cento per i maschi e fra il 6 e l’86 per cento per le femmine. I ragazzi con un livello di capacità aerobica ben preciso (sopra 42 ml/kg/min) hanno una probabilità 5,7 volte superiore di sviluppare malattie cardiovascolari, mentre per le ragazze il valore limite è inferiore (35 ml/kg/min) e, se superato, aumenta il rischio di 3,6 volte. Gli autori dello studio avvertono che è necessario stabilire norme internazionali relative alla capacità aerobica simili a quelle usate per determinare il peso eccessivo o l’obesità.
In breve
PIU’ DIFFUSE DI QUANTO SI PENSI
Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la prima causa di morte e disabilità a livello globale, causando 17 milioni di casi di decesso ogni anno (il 31% dei decessi e casi di disabilità complessivi). Inoltre, ogni anno nasce un milione di bambini con un difetto cardiaco congenito.
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