Bambini & sport: le colpe dei genitori

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/12/2013 Aggiornato il 12/12/2013

Molti bambini abbandonano lo sport perché troppo pressati dai genitori. Ecco 10 consigli utili per mamme e papà 

Bambini & sport: le colpe dei genitori

Il drop out, cioè l’abbandono precoce della pratica sportiva, comincia già a 11 anni. A 15 anni  meno di un adolescente su 2 pratica sport in maniera continuativa. L’allarme proviene dalla Società italiana di pediatria. A preoccupare gli specialisti non è solo la rinuncia allo sport, ma anche l’elevato numero di bambini e ragazzi sedentari, di coloro cioè che non praticano alcuna attività fisica.

Tante cause

Le ragioni dell’abbandono o dello scarso interesse per lo sport da parte dei bambini sono diverse: abuso delle nuove tecnologie (tv, computer, videogiochi), eccessivo impegno richiesto dallo studio, sensazione di noia associata allo sport, ma anche istruttori troppo esigenti. Pure i genitori hanno una parte di colpa: sono spesso esasperanti e fanno pressioni sui figli. Che, pur di non deluderli, preferiscono tirarsi indietro. Correggere questo atteggiamento è fondamentale, per far riscoprire a bambini e ragazzi il bello di fare sport. A questo scopo, la Federazione medico sportiva italiana (Fmsi) ha redatto un decalogo per i genitori dei piccoli sportivi.

Un decalogo per i genitori

Il primo consiglio è incoraggiare i figli a migliorare le proprie prestazioni con impegno e costanza, ma senza voler vincere a tutti i costi. Ma è fondamentale anche non caricarli di aspettative eccessive, spingendoli ad avere obiettivi realistici, essere sempre presenti, sdrammatizzando gli aspetti negativi e promuovendo quelli positivi, stimolare la loro autonomia senza interferire nelle scelte tecniche e nelle relazioni con gli altri componenti del gruppo. Le raccomandazioni vanno dal rispettare le regole, gli avversari e le decisioni degli arbitri al non rimproverare il figlio che non vince, dandogli sostegno incondizionato al di là del risultato. Infine, bisogna comprendere che le difficoltà sportive che incontrano i bambini fanno parte del loro processo di crescita. 

In breve

I RAGAZZI ITALIANI SONO I PIU’ PIGRI D’EUROPA

Il tasso di sedentarietà degli adolescenti italiani è più che triplo rispetto a quello dei loro coetanei europei (24,6% contro 7% nella fascia di età 15-24 anni). 

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