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Fino ai 5 anni di età i bambini dovrebbero bere solo acqua e latte. Niente latti vegetali e nessun’altra bevanda di altro tipo: le raccomandazioni arrivano dagli Stati Uniti e in particolare dagli esperti dell’Healthy Eating Research, un gruppo di sostegno alla nutrizione formato da specialisti dell’American Academy of Pediatrics, dell’Academy of Nutrition and Dietetics, dell’American Heart Association e dell’American Academy of Pediatric Dentistry.
Regole più restrittive
Secondo gli esperti americani nei primi 6 mesi di vita i bambini dovrebbero assumere solo il latte materno o quello formulato, senza l’aggiunta di acqua, che può essere inserita nell’alimentazione dei bimbi a partire dai sei mesi. Un’abitudine – quella di bere solo acqua e latte – che non dovrebbe essere abbandonata almeno fino al compimento del 5° anno di vita: fino a questa età dovrebbe, infatti, essere vietate ai bambini altre bevande con zucchero o altri dolcificanti, comprese quelle ipocaloriche o dolcificate artificialmente, latte al cioccolato o altri tipi di latte aromatizzati. Divieto per tutte le bibite in commercio, anche e soprattutto quelle contenenti caffeina (energy drink e sport drink). Anche le bevande a base vegetale come il latte di mandorle, di riso o di avena andrebbero evitate, perché potrebbero contenere zuccheri aggiunti.
Succhi di frutta solo al 100%
Quanto ai succhi di frutta, amati da bambini e genitori, gli esperti spiegano che fino a 5 anni di età è possibile consentire ai bambini di bere esclusivamente succo contenente il 100% di frutta, e comunque in quantità limitata: meno di una tazza al giorno. Queste raccomandazioni, spiegano gli esperti sono semplici da ricordare: “fino a 5 anni di età del bambino sono permessi solo acqua e latte, e quantità limitate di succo di frutta al 100%”.
Da sapere!
Quanto ai latti alternativi che si ottengono dalla mungitura di diversi mammiferi (capra, cammello, cavallo, asino, cervo), gli esperti del Bambino Gesù di Roma – in prima fila nel nostro Paese per una corretta nutrizione infantile – spiegano che ciascuno è caratterizzato da una diversa e peculiare combinazione di nutrienti. “Il consiglio – spiegano – è di non proporli nel primo anno di vita né ai bambini sani né a quelli con particolari patologie (allergia alle proteine del latte vaccino, intolleranza al lattosio, problematiche gastrointestinali) e soprattutto di affidare al pediatra l’eventuale introduzione di questi latti all’interno di un piano nutrizionale dedicato e personalizzato”.