A cura di Luce RanucciPubblicato il 13/12/2018Aggiornato il 13/12/2018
Sembra che un bimbo su 10, in Gran Bretagna, soffra di disturbi legati all’emotività. In Inghilterra si sta provando nelle scuole il test per misurare la felicità nei bambini così da poter intervenire il prima possibile
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Arriva dalla Gran Bretagna un test fatto a scuola per misurare la felicità nei bambini. Presto tutti i piccoli inglesi saranno sottoposti regolarmente a test sulla loro salute, anche psicologica. È uno dei punti del nuovo piano da 1,9 miliardi di sterline della premier britannica Theresa May.
Disturbi mentali già in tenera età
La premier britannica Theresa May ha spiegato che un decimo dei bambini britannici soffre di disturbi mentali. Un dato preoccupante se si pensa che, secondo le stime del ministero della Salute, sarebbe cresciuto di 6 volte negli ultimi vent’anni. Le bambine sarebbero più a rischio rispetto ai maschietti: secondo il governo, il 20% di alunne della scuola primaria e secondaria avrebbe atteggiamenti autolesionistici.
Lezioni di resistenza mentale
Il test per misurare la felicità nei bambini serve proprio a individuare i bambini a rischio. Ogni bambino dovrà rispondere a varie domande sul proprio stato d’animo. Gli alunni che si collocheranno agli ultimi posti nella “classifica del benessere” verranno messi sotto stretta osservanza perché considerati a rischio. Dal 2020, poi, ogni scuola dovrà svolgere delle lezioni obbligatorie di “resistenza mentale”. Un gruppo di specialisti, in particolare psicologi e terapisti, dovrà andare in ogni istituto pubblico per parlare con i bambini e dare loro, eventualmente, l’assistenza necessaria.
Nasce il Ministro per la prevenzione dei suicidi
Tra le varie misure di questo piano britannico per la salute c’è anche il ministro per la prevenzione dei suicidi. In Gran Bretagna ci sono infatti 4.500 suicidi all’anno, il che significa 90 alla settimana e rappresentano la punta dell’iceberg di una crisi sociale più profonda, che inizia fin dalla più giovane età.
Da sapere!
In tre quarti dei casi le vittime sono uomini. I dati inglesi sono in linea con quelli di altri stati europei.
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