Bambini davanti alla tv: conta anche lo status familiare
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 30/08/2013Aggiornato il 30/08/2013
Trovato un legame tra il tempo che i bambini passano davanti alla tv e il benessere socio-economico della famiglia
Lo status socio-economico è in grado di influenzare il tempo che i bambini passano davanti alla tv. Lo dimostrerebbe uno studio statunitense, promosso da Wanjiku Njoroge del Seattle Children’s Hospital e della University of Washington, che ha trovato l’esistenza di una significativa associazione tra il consumo dei media (come la tv) da parte dei bambini e il reddito della famiglia: più ricchi e istruiti sono i genitori, tanto meno tempo i bambini trascorrono a guardare la tv.
Che cosa succede in Italia
Dalle ultime ricerche condotte in Italia (fonte Eurispes), risulta che i bambini in età scolare guardano la televisione in media fra le 3 e le 5 ore al giorno, mentre dedicano allo studio o al gioco un tempo nettamente inferiore. Il 30% dei bambini italiani tra i 3 e i 10 anni guarda la tv dopo pranzo e prima di cena, mentre il 70% si addormenta davanti alla tv, che spesso sostituisce la ninna nanna e le favole lette dai genitori.
Sempre più condizionati dalla tv
Secondo gli esperti i bambini vivono un’esistenza sempre più condizionata dai mezzi di comunicazione e in particolare dalla televisione. Tutte le ricerche concordano sulla massiccia fruizione televisiva da parte del bambino dai due anni di vita in poi, con medie di ascolto di quasi tre ore al giorno fino ai casi limite di otto-dieci ore. “La televisione finisce così con l’essere la fonte maggiore di esperienza comune nella vita del bambino e di essere, come la scuola e la famiglia, una delle principali agenzie di socializzazione”.
In breve
I NUMERI DELLA RICERCA
Gli studiosi americani hanno preso in esame 569 genitori e i loro figli per una settimana: è emerso che la propensione a dedicare un numero maggiore di ore alla televisione (in media 469 minuti a settimana) è direttamente proporzionale al benessere socio-economico del nucleo familiare.
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata. »
Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada. »
In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene. »
Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox. »
Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio. »
Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »